Il processo selettivo di Mastri 4.0: è il metodo a fare la differenza

Negli ultimi due anni, la scuola Mastri 4.0, ha rappresentato una possibilità concreta per molti studenti che hanno trovato una via per integrarsi professionalmente e culturalmente nel tessuto lavorativo. I punti di forza del progetto sono molti, ma tutto parte e si sviluppa dal metodo con cui vengono svolte le interviste narrative, i colloqui che gli studenti affrontano con i professori di Mastri 4.0., appositamente formati. Ma chi sono gli studenti e come sono svolte le interviste?

Un metodo innovativo

Con una banca dati, che ad oggi conta 228 persone, di cui 158 uomini e 70 donne, il progetto si è distinto per la sua capacità di coinvolgere individui provenienti da diversi angoli del mondo - dall'Italia all'Africa, dalle Americhe all'Europa orientale e all'Asia meridionale - offrendo loro strumenti concreti per un inserimento lavorativo qualificato.

L’età degli studenti varia ampiamente, testimoniando l'approccio inclusivo del progetto, che non conosce barriere generazionali. Con un livello d’istruzione che spazia dalla licenza media alla laurea in campi diversificati come giurisprudenza, ingegneria, informatica e scienze dell'educazione, Mastri 4.0 si conferma come un progetto dall'ampio respiro culturale e professionale.

La chiave di volta del successo di Mastri 4.0 risiede nella metodologia delle sue interviste. Un metodo innovativo quanto semplice, così come spiega Claudia Sabatano, Direttore scientifico del progetto: “E’ importante l’approccio narrativo che s’ispira a consolidate teorie pedagogiche italiane, per generare un legame empatico con gli studenti. Questo metodo, permette di entrare nella storia personale degli studenti, approcciando le loro difficoltà e le esperienze, spesso dolorose, che li hanno portati in Italia”.

"La nostra è un'intervista profonda – spiega Claudia Sabatano - un dialogo che va oltre il semplice scambio d’informazioni, per toccare le corde dell'esperienza personale. E il nostro staff, sempre sotto la mia supervisione o di quella delle mie colleghe, è addestrato per gestire questi momenti con la massima cura”.

Le interviste, cardine del progetto

Il progetto Mastri 4.0, inoltre, si distingue per l'applicazione di una matrice pedagogica rivolta a soggetti migranti. Un approccio innovativo nel panorama educativo e professionale italiano. "I docenti conducono 6/8 sessioni d’interviste al mese, con 12 studenti per sessione. Siamo attivamente coinvolti nella formazione di questi docenticontinua Claudia Sabatano -; con 80 studenti intervistati al mese, il processo è intenso ed i risultati concreti”.

Le interviste non sono fini a sé stesse, ma il primo passo di un percorso che conduce gli studenti dalle aule scolastiche alle aziende partner, dove le loro competenze vengono messe alla prova in contesti reali. Questi colloqui, che durano dai 30 minuti ad un'ora, sono solitamente unici, ma alcuni studenti possono essere richiamati per un approfondimento, segno dell'attenzione personalizzata che il progetto dedica a ogni singolo individuo. Dopo l'intervista, il lavoro prosegue per trovare la corrispondenza ideale tra studente e azienda. E il supporto di Mastri 4.0 non si ferma all'assunzione: se emergono difficoltà, le aziende possono contattare la scuola per un supporto continuativo. "Questo follow-up è essenziale - afferma la Sabatano -. È ciò che ci fa distinguere ed è il motivo per cui tante aziende cercano i nostri studenti."

È il metodo a fare la differenza nella scuola Mastri 4.0, un metodo che viene applicato fin dal primo incontro con lo studente. Perché l’obiettivo del progetto è creare una rete di supporto professionale e umano che promuova l'inclusione attiva nel mercato del lavoro. È una storia di successo che continua a scrivere nuovi capitoli, uno studente alla volta.


Tentellini Impianti è la new entry nel progetto Mastri 4.0.

Ha solcato mezzo secolo di storia nell’idraulica l’azienda che da oggi entra a far parte della grande famiglia di Mastri 4.0: è la Tentellini Impianti, fondata nel 1965, a Roma. Negli anni, l’azienda passa di padre in figlio ed oggi al timone c’è il Dott. Francesco Tentellini, CEO dell'azienda ed Alessandro Tentellini, CFO aziendale, entrambi portavoce di quella tradizione familiare che si fonde con lo sguardo innovativo nel settore.

“L’attività ha inizio nel 1965 – spiega il Dott. Francesco Tentellini, CEO dell’azienda - il suo avvio ha come origine l’unione di due figure, mio padre e un socio, che insieme si occupavano di piccoli lavori e manutenzioni, sempre nel campo dell’idraulica. Il loro primo mezzo di lavoro utilizzato per gli spostamenti ed il trasporto dei materiali era una vespa, con la quale riuscivano a soddisfare le esigenze. Pian piano si trasformano ed iniziano ad avere un dipendente, per poi passare a due e poi tre, incrementando così l’attività e spostandosi su un mercato che consentisse l’accesso a lavori di diverso spessore. La crescita dell’azienda continua: io entro in pianta stabile nel 1987. Nel 2005 viene a mancare mio padre e, insieme a mio fratello, che nel frattempo era entrato nell’attività, proseguiamo gradualmente nella crescita consolidandola ulteriormente”.

Dalla semplice vespa carica di attrezzi e materiali, l'azienda ha tracciato una parabola ascendente, ora arricchita dall'impegno dei figli della famiglia, e da un team di 76 persone, tra dipendenti e collaboratori.

Benessere ed innovazione

La visione di Tentellini va oltre il mero profitto, "La nostra mission aziendale è rivolta al benessere e all’armonia di tutti coloro che fanno parte dell’azienda e poi alla ricerca dell’innovazione nei sistemi impiantistici", afferma il Dott.  Francesco Tentellini, sottolineando un approccio olistico che abbraccia il benessere dei dipendenti e l'efficienza energetica. Non siamo “fanatici” dell’esasperazione riguardo ciò che concerne l’ambiente e la conservazione – afferma - perché riteniamo utopia il raggiungimento di alcuni valori. Anzi, a volte riteniamo che occuparsi eccessivamente di ambiente diventa per le aziende solo un fatto puramente riconducibile al marketing o alla promozione di sé stessi. A noi piace sostenere che le nuove energie che, di volta in volta sono utilizzate per migliorare l’ambiente, altro non sono che energie che ne peggiorano un altro, per essere prodotte”.

Il servizio clienti si configura come un percorso sinergico, dalla comprensione delle esigenze alla realizzazione d’impianti che incarnano l'avanguardia tecnologica e l'attenzione all'eco sostenibilità. L'azienda non si limita alla costruzione d’impianti, ma segue i progetti dalla manutenzione alla verifica dell'efficienza, in un ciclo virtuoso che vede la collaborazione con i produttori per testare e migliorare nuovi prodotti.Oltre ad essere un’azienda che costruisce impianti – spiega il CEO - ci occupiamo anche di programmi di manutenzione e questo ci permette anche di testare ciò che realizziamo, i progetti attraverso i quali costruiamo ed i componenti che sono utilizzati, scegliendo così di volta in volta ciò che di più innovativo e sostenibile il mercato propone”.

Italia e resto del mondo

Il portafoglio di Tentellini è un mosaico di realizzazioni, che spaziano dall'Italia a contesti internazionali, con progetti che vanno da impianti meccanici a soluzioni innovative per la qualità dell'aria, da interventi sul patrimonio culturale a progetti infrastrutturali in Africa. Tra i lavori più significativi eseguiti dall’azienda, il Dott. Francesco Tentellini ricorda soprattutto l’aver ridato vita alle fontane dell’Adriatico e del Tirreno, presso il complesso del Vittoriano, intervenendo su impianti del 1938, riprogettando gli stessi, senza poter accedere agli archivi dove un tempo erano depositati i progetti e ormai scomparsi”.

La collaborazione con Mastri 4.0 s’inserisce in questo scenario come una nuova frontiera, unendo le forze per la formazione pratica nel settore dei mestieri. Ma qual è il profilo del lavoratore utile alla Tentellini Impianti? “Lavoratori, innanzitutto, che non frequentino la scuola perché obbligati dai genitori per occupare la giornata – spiega il CEO dell’azienda -. Lavoratori che abbiano ambizione nella conoscenza e nella crescita. Giovani che non hanno deciso di avere un limite nella professione futura. Persone curiose di arrivare a capire cosa ci sarà dopo”.

Il futuro, il Dott. Francesco Tentellini, lo immagina ricco di opportunità, con un ritorno alle energie tradizionali ripulite dalla tecnologia moderna, ed una nuova attenzione alla qualità dell'aria che respiriamo. Con Mastri 4.0, Tentellini Impianti investe in un percorso di crescita e formazione, rafforzando il proprio impegno verso un futuro sostenibile ed innovativo.


Formazione e lavoro: la forte sinergia tra Mastri 4.0 ed i CPIA

L’unione fa la forza ed è il caso di dire che l’unione tra la scuola Mastri 4.0 ed i CPIA, i Centri Provinciali di Istruzione per gli Adulti, ha una forza dirompente.

Presentato con entusiasmo a FIERIDA 2024 a Milano, il progetto ha ricevuto feedback positivi ed un'accoglienza favorevole da molti CPIA sparsi sul territorio italiano. Mastri 4.0 si evolve: da semplice scuola dei mestieri sta diventando “il progetto”, in grado di unire formazione e lavoro come mai nessuna scuola prima era riuscita. Già dal primo mese del 2024, Mastri 4.0 ha mostrato tassi d’impegno significativi tra i suoi attori, un indizio che fa ben sperare per i risultati futuri.

La collaborazione preziosa con i CPIA

Un aspetto fondamentale di Mastri 4.0 è la sinergia con i CPIA, che garantisce una struttura formativa solida durante tutto il percorso formativo. La professoressa Ornella Volpicelli, con una lunga esperienza come insegnate e Dirigente Scolastica, ha seguito il progetto fin dall’inizio ed ha spiegato i meccanismi sinergici tra CPIA e la scuola dei mestieri: “Prima dell'ingresso nel programma, i candidati hanno già completato semestri di studio presso i CPIA, ottenendo titoli riconosciuti come la licenza media o equivalente, oppure dimostrando, anche attraverso interviste, una solida formazione pregressa.

È interessante notare – continua Volpicelli - che il progetto è aperto a tutti, italiani e stranieri, giovani e adulti, anche coloro che intraprendono percorsi di studio in età differente. Inoltre, molti candidati, soprattutto stranieri, provengono da contesti in cui hanno già acquisito qualifiche professionali elevate, come lauree, nei loro paesi di origine. I corsi dei CPIA sono organizzati in modo tale da offrire flessibilità agli studenti, con possibilità d’ingresso e uscita a semestre; mentre, il progetto Mastri 4.0, organizza formazioni di circa quattro settimane, sia a distanza che in laboratori ed in cantiere”.

La formazione in laboratorio è supportata da un protocollo d’intesa con il Centro Regionale di Formazione ELIS, mentre la formazione in cantiere è gestita direttamente dalle ditte contraenti, i partner del progetto, coloro che richiedono i lavoratori specializzati.

Il futuro della scuola

Mastri 4.0 è in crescita continua e, soprattutto, mira a consolidare e stringere nuove partnership con aziende di vari settori, mantenendo l'apertura ad un ampio spettro di profili professionali

Il progetto si prepara così ad un futuro in cui, la collaborazione tra istituzioni formative, aziende e professionisti, crea un ecosistema virtuoso di apprendimento, aggiornamento professionale ed inclusione lavorativa, con un impatto misurabile sulle comunità e sul mercato del lavoro.


Mastri 4.0: la nuova scuola

Il 2024 è l’anno della svolta per Mastri 4.0.

La scuola dei mestieri creata da Impredo Academy e realizzata grazie alla volontà di Daniele D’Orazio, Amministratore Unico di Impredo, in soli tre anni ha rivoluzionato il mondo della formazione edile. Oggi può contare su una valida squadra di professionisti tra professori, formatori e mastri, sui CPIA - Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, su partner solidi e soprattutto sulla grande volontà ed impegno di Daniele D’Orazio. L’obiettivo è valicare i confini regionali del Lazio e promuovere il progetto a livello nazionale, per creare una rete unica di formazione e accesso diretto al lavoro.

Un nuovo modello di scuola

La relazione che si è creata tra i CPIA del Lazio (sei su dieci finora quelli che aderiscono all’iniziativa), ed il progetto Mastri 4.0, ha avuto il merito di creare un percorso innovativo, un prototipo di scuola che unisce il mondo della formazione a quello del lavoro, un’idea mai realizzata prima in Italia.   

“L’edilizia ti rende libero – ha dichiarato Daniele D’Orazio nel corso di Fierida, il grande appuntamento annuale che unisce la Rete italiana d’istruzione per gli adulti (RIDAP) -  la cui ottava edizione si è svolta a Milano nel mese di Gennaio. “Se impari a fare un lavoro in questo campo – ha proseguito D’Orazio nel suo discorso di presentazione - puoi farlo ovunque nel mondo. Il futuro dell’edilizia è legato alla formazione: senza formazione non c’è possibilità di lavorare bene”.

Leggi anche: Mastri 4.0 e la scuola nazionale

Fierida è il più grande appuntamento sull’istruzione degli adulti in Italia e si rivolge a docenti, dirigenti, personale ATA dei CPIA e delle scuole secondarie con percorsi per adulti e, in generale, a tutti coloro che operano nel campo dell’educazione, della formazione e dell’apprendimento in età adulta. Quest’anno, nell’ottava edizione di Fierida, il progetto Mastri 4.0 è stato presentato per la prima volta ad una platea molto ampia.E’ una fiera particolare – afferma Ada Maurizio, Dirigente Scolastico CPIA3 del Lazio - dove le scuole per gli adulti raccontano la loro esperienza. Abbiamo presentato Mastri 4.0 davanti ad una sala gremita. C’è sempre molto interesse nel conoscere le esperienze degli altri, in particolare se sono collegate al mondo del lavoro. E Mastri 4.0 è una novità assoluta: Daniele D’Orazio ha visto lungo e la sua partecipazione a questo evento ha dimostrato ancora una volta che il suo non è solo un impegno economico, poiché il progetto è interamente finanziato da Impredo, ma è soprattutto un impegno morale di chi crede in qualcosa che può veramente fare la differenza”

Obiettivo nazionale

Sono 131 i CPIA in Italia dislocati tra le varie regioni. Valicare i confini del Lazio significa confermare la validità dell’Academy di Impredo. Claudia Sabatano, Direttore Scientifico di Mastri 4.0, non ha dubbi: “In tre anni abbiamo raggiunto risultati eccellenti e molto di più faremo quest’anno grazie ad una squadra rinforzata. Ma non nascondiamo le criticità. Tanto per cominciare dobbiamo fare in modo di inglobare nel progetto tutti i CPIA del Lazio. All’appello ne mancano quattro. L’idea poi è di sviluppare il progetto rendendolo un “modello elastico”, in grado di individuare gli aspetti innovativi sul piano didattico e pedagogico, nelle reti e nei rapporti con i territori. Un modello in grado di adattarsi alle diverse realtà regionali italiane”. 

Una delle domande più frequenti a Fierida è stata sulla compatibilità per gli studenti selezionati di unire lo studio alla formazione professionale. “Bisogna specificare che Mastri 4.0 è un percorso completo, perché prende in carico totalmente la persona – ha risposto Claudia Sabatano -. Valutiamo tutti gli aspetti, da quello psicologico a quello educativo, creando un accesso alla formazione tecnico-specialistica che una scuola “normale” non può dare. Mastri è una scuola diversa, perché si analizza il percorso formativo, umano, sociale e professionale dei ragazzi che incontriamo. Il nostro obiettivo è emancipare i soggetti mostrando loro la strada da percorrere. Le interviste sono eseguite da personale qualificato e formato appositamente”.

Mastri 4.0 non ha finanziamenti pubblici ma è interamente finanziato da Daniele D’Orazio. “La bellezza di avere un finanziamento privato – ammette Claudia Sabatano - è la libertà di scelta: io posso scegliere secondo la mia idea di formazione, non ho vincoli e mi posso muovere secondo quello che considero utile allo sviluppo del progetto”. 

L'impegno di Impredo e Daniele D'Orazio

Impredo quest’anno festeggia dieci anni di attività. Per Daniele D’Orazio è un compleanno importante reso ancora più speciale dall’evoluzione intrapresa dal progetto Mastri 4.0 che rientra nell’operato di società Benefit di Impredo. Una scuola che vuole diventare modello nazionale di formazione e lavoro aprendo così le porte del futuro a generazioni di giovani e adulti. 


L'Artigianato edile del futuro: tra innovazione e tecnologia

L’artigianato in Italia sta vivendo una rivoluzione silenziosa, ma profonda. La pandemia e l’evoluzione digitale hanno accelerato questa trasformazione, spingendo le imprese ad investire sempre di più nell’innovazione tecnologica, soprattutto in edilizia. Questo settore, oggi, affronta sfide come la sostenibilità ambientale, i progressi tecnologici ed anche la difficoltà nel trovare manodopera qualificata.

La nuova vita dell'artigiano

La rivoluzione che ha coinvolto la figura dell’artigiano è stata ben descritta da Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, nell’ultima Assemblea Generale svoltasi a dicembre. "L'Intelligenza artificiale deve essere governata dall'intelligenza artigiana” – ha dichiarato Granelli, sottolineando la necessità di utilizzare la tecnologia per esaltare la creatività e le competenze uniche degli artigiani italiani, piuttosto che soppiantarle.

Il ruolo dell'artigiano edile

L'industria edile in Italia, con oltre 123.000 aziende (più di 65.000 delle quali artigiane) e circa 500.000 lavoratori (148.000 artigiani), gioca un ruolo fondamentale nell'economia nazionale.

L'efficientamento energetico richiede l'adozione di nuove tecnologie e materiali, generando la necessità di competenze specializzate e la creazione di nuove professioni. Nonostante ciò, il settore soffre di una carenza di personale qualificato, con quasi il 70% di tecnici specializzati difficili da trovare. Per risolvere la questione, Confartigianato promuove la collaborazione con istituti tecnici e professionali e l'introduzione di figure edili come il Mastro Formatore Artigiano, introdotto nel contratto nazionale del lavoro dell'edilizia nel 2022. Una figura che valorizza il ruolo formativo dell'imprenditore edile artigiano, riconoscendo l'importanza della formazione sul campo e premiando le aziende che s’impegnano in questo senso.

L'esempio di Mastri 4.0

La scuola dei mestieri, creata da Impredo, è all’avanguardia perché svolge già questo compito. Mette in relazione il mondo della scuola con la formazione professionale, ed ha l’obiettivo di fornire manodopera specializzata alle aziende che lo richiedono. Un metodo vincente che, da luglio del 2021, anno del primo corso, ha aumentato il numero degli studenti e di scuole.

Per Marco Granelli, il futuro dell'artigianato edile risiede nella capacità di unire innovazione digitale e tradizione manifatturiera, creando prodotti e servizi che incarnino l'anima del made in Italy. In quest'ottica, la tecnologia non è un fine, ma un mezzo per esaltare le capacità dei mastri edili.


Mastri 4.0 mette le basi per diventare scuola nazionale

Nella splendida cornice dell’Hotel Villa Pamphili a Roma, lo scorso 30 novembre, è stato presentato il progetto Mastri 4.0.

La scuola di formazione nel settore delle professioni edili, ideata da Daniele D’Orazio, Amministratore Unico di Impredo, è stata accolta da entusiasmo e curiosità soprattutto per il metodo proposto, in grado di creare una sinergia inter-istituzionale tra scuola pubblica, formazione professionale ed imprese.

In un momento storico in cui la richiesta di personale specializzato nell’edilizia è particolarmente forte, ma l’offerta carente, la scuola Mastri 4.0 si pone come trait d'union per formare giovani operai specializzati, in grado di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro e soddisfare così le richieste specifiche delle aziende.

Relatori a confronto

Dopo una breve presentazione del progetto, la parola è passata alle diverse figure che, in questi due anni, hanno concretizzato di fatto la scuola Mastri 4.0.

Il primo a parlare è stato proprio Daniele D’Orazio, che ha spiegato com’è nata l’idea dell’Academy di Impredo e perché oggi è così importante creare percorsi formativi professionali: “La scuola dei mestieri, è il punto d’inizio della scuola dell’edilizia – ha dichiarato D’Orazio -. Tutto è iniziato durante il Covid, mentre ascoltavo il telegiornale che parlava dei fondi stanziati per il PNRR e di come sarebbero stati utilizzati in opere pubbliche. Ho pensato “Chi avrebbe realizzato tutte quelle opere?!”. La mattina dopo, mi sono svegliato con un’idea precisa in testa: nel nostro settore serviva un cambio generazionale ed anche veloce! La scuola nasce per questo: per creare nuove maestranze. Per realizzare il progetto avevamo bisogno di accedere ad un bacino di utenza ed i CPIA (Centri Provinciali di Istruzione per Adulti) sono stati il nostro punto di partenza, perché già disponevano di persone pronte ad essere formate”. Al momento sono sei i CPIA del Lazio coinvolti nel progetto, ma D’Orazio guarda avanti: “Il prossimo step – ha dichiarato – è stringere accordi in esclusiva con i CPIA nazionali, di tutte le regioni italiane, per ampliare così il nostro bacino di utenza e far diventare Mastri una “scuola nazionale”.

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Il talk è proseguito con le parole di Giuseppe Giordano, Direttore Generale di Edilcassa Lazio che, alla domanda cosa chiedono le aziende, ha specificato: “Oggi la richiesta più forte è quella di avere operai specializzati. Inoltre, è richiesto di saper lavorare in team, di fare squadra, perché è importante lo spirito collaborativo che si crea. Bisogna sempre ricordare che quando nasce un cantiere, nasce una famiglia. Per questo i vecchi mastri sono importanti, perché devono essere in grado di trasferire le competenze tecniche manuali, ma anche le competenze comportamentali”.

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Mastri 4.0: obiettivo lavoro

La parola è passata poi ad Alessandro Turco, responsabile della formazione in ELIS, Associazione no profit che forma persone al lavoro, con particolare attenzione a chi è socialmente ed economicamente svantaggiato. È stato lui a specificare su cosa si focalizzano oggi i corsi: “In questo particolare momento, individuiamo profili che abbiano interesse per una formazione di carattere manuale, principalmente professioni che possano essere svolte in cantiere, in officina, ma anche all’aperto, come ad esempio la carpenteria metallica o la movimentazione di mezzi. Ma anche elettricisti, in grado di lavorare in quota, sui tralicci dell’alta tensione. Questi percorsi – ha proseguito Alessandro Turco – rispecchiano le esigenze dell’impresa, perché nascono da un rapporto diretto con le stesse aziende. Abbiamo una serie di tavoli – ha concluso – che individuano il fabbisogno minimo nazionale in ogni settore specifico. Con queste informazioni costruiamo il dopo, ovvero, i corsi in grado di sfociare poi in una concreta proposta di lavoro”.

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A prendere la parola successivamente, è stata Ada Maurizio, dirigente scolastico CPIA3, che ha parlato del processo di selezione: “Il docente presenta il progetto in classe e poi si passa alla verifica dei requisiti necessari per accedere al corso. Bisogna essere maggiorenni, in regola con i documenti, soprattutto per gli stranieri, ed avere una competenza linguistica di livello medio alto, un B1. Ma la cosa più importante è la motivazione: mettersi in gioco totalmente, avere la voglia di prendersi la responsabilità ed avere la coerenza di seguire tutto il percorso fino alla fine. È un impegno importante – ha detto – e questo è un concetto che deve essere compreso”. Parlando poi del profilo base dello studente medio, Ada Maurizio ha specificato che “Ad oggi è ancora presto per definirlo. Possiamo dire che, al momento, è un uomo di età media, tendente al giovane, ed in buona salute fisica”. La scuola Mastri 4.0 ha avuto un merito importante per Ada Maurizio, soprattutto per quanto riguarda il pensiero dei professori che insegnano nei CPIA: “E’ nata una consapevolezza nuova – ha spiegato – ovvero, che i CPIA non servono solo ad istruire, ma possono realmente proiettare lo studente verso il mondo del lavoro”.

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Il futuro della scuola Mastri 4.0

 Il talk è continuato con l’intervento di Claudia Sabatano, Direttore Scientifico della scuola Mastri 4.0, che ha ricordato l’incontro fortuito con Daniele D’Orazio e la sua richiesta di aiutarlo a realizzare il progetto: “In appena due anni, la scuola si è trasformata – ha dichiarato – l’accordo con i CPIA ha permesso di allargare il bacino di utenza e sono stati tanti finora gli studenti incontrati”. Ma cosa può fare la scuola per le aziende del settore?

“Mastri 4.0 è la risposta alle aziende del settoreha spiegato Claudia Sabatano – proprio perché nasce da un founder edile, Daniele D’Orazio, e nasce con il criterio preciso di offrire un aiuto concreto”. I corsi operati da Mastri 4.0 sono on demand, e nascono esclusivamente sulla base delle richieste fatte dalle aziende. “Se ad esempio 2/3 aziende chiedono cappottisti – ha spiegato Claudia Sabatano – parte il corso specifico. L’operaio viene formato per il posto di lavoro che lo attende. Inoltre, la scuola incontra una specifica fascia sociale: le persone emarginate, i migranti che non saprebbero come fare per raggiungere le grandi aziende. Parliamo di professioni che, oggidì, sono snobbate dagli italiani - ha spiegato Claudia Sabatano - ma una persona che viene da un Paese lontano, come i rifugiati politici o persone richiedenti asilo, hanno invece l’opportunità di crearsi un percorso di vita”. E nel futuro della scuola si sta studiando la possibilità di aprirsi anche ai detenuti arrivati a fine pena, per offrire loro la possibilità di rivalsa e cambiare così la propria traiettoria di vita.

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Sopperire alla carenza di manodopera specializzata

A concludere il giro degli interventi è stato Giuseppe Pecora, Amministratore di SIMM s.r.l, che ha fatto una panoramica di come il mondo edile sia cambiato in poco tempo: “Nel 2020 eravamo al minimo storico, con i lavori fermi – ha spiegato – poi c’è stato il boom del lavoro edile, ma mancavano gli operai specializzati. Abbiamo grandi comunità di egiziani, ma anche nigeriani, che sono arrivati nel nostro paese e sono motivati a fare questo tipo di mestiere. In quanto alle figure – ha concluso – mancano tutte: da quelle classiche, come carpentieri, muratori, a quelle specializzate, senza escludere le nuove figure artigiane. Abbiamo preso un impegno per costruire in modo sostenibile, ma oggi mancano figure specializzate, anche per far fronte a questo importante cambio di passo”.

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Guarda il Video dell’Evento:

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Guarda il servizio realizzato da Askanews 

 


ROSA PARQUET entra a far parte della squadra Mastri 4.0.

In un mondo in continua evoluzione, poche aziende possono vantare una storia ricca di passione, impegno e crescita costante nel delicato settore dei pavimenti in legno. Con un bagaglio ventennale di esperienza, sia nel panorama italiano che internazionale, Rosa Parquet diventa uno degli sponsor della scuola Mastri 4.0. Giovanni Rosa, responsabile dell’azienda, non ha avuto dubbi quando la richiesta è arrivata direttamente da Daniele D’Orazio, Amministratore Unico di Impredo e creatore dell’Academy dei mestieri: “Conosco da tempo Daniele D’Orazio – spiega nell’intervista che ci ha rilasciato - e so che è una persona che crede in quello che fa. Quando mi ha proposto di entrare a far parte di Mastri 4.0 non ho avuto esitazioni. L’idea è inserire una scuola di parchettisti nell’Academy di Impredo”.

Una professione in crescita

Rosa Parquet non solo si è distinta per la maestria nella creazione di pavimenti tradizionali e prefiniti, ma si è anche rivelata tra le prime nell'adozione delle più moderne tecnologie nel settore, rispondendo prontamente alle tendenze attuali in termini di arredamento.

“Lavoro da solo dal 1991 – spiega il titolare Giovanni Rosa  - nel 2000 ho creato la Rosa Parquet sas, e poi, dal 2004, è diventata una S.r.l. Ho avuto un maestro parchettista ed il lavoro mi piaceva. Alla fine, mi sono innamorato di questo lavoro che, dopo 38 anni, mi regala ancora molte soddisfazioni”.

Rosa Parquet si occupa di pavimenti in legno sia interni che esterni, di laminati, di restauro di vecchi pavimenti, di masselli e verniciature. Diversi lavori sono realizzati all’estero, alle Maldive ed in Francia soprattutto. “Alle Maldive vengono richiesti pavimenti esterni – spiega Giovanni Rosa - mentre in Francia, dal 2002, siamo impegnati nella parte della Costa Azzurra. La richiesta maggiore è di pavimenti in rovere con disegni raffinati. In Francia abbiamo lavorato soprattutto per ville importanti. Ora va molto forte il parquet prefinito in massello; in sostanza, una tavola di parquet già finita che si monta. È più pratica e ci si impiega meno tempo per montarla”.

L'importanza della manodopera

Tecnologia e manodopera vanno quasi di pari passi nel mestiere di parchettista. “Sono entrambi fondamentali – spiega Giovanni Rosa – ma la manodopera è superiore alla tecnologia. Io parto da un principio: che la manodopera va rispettata e trattata bene. La tecnologia la compro. I buoni operai professionali sono importantissimi, ma oggi è difficile trovarne”.

La figura più ricercata è quella del parchettista. “E’ un lavoro artigianale – afferma Giovanni Rosa – e bisogna avere passione per realizzarlo. Noi vendiamo il nostro saper fare e non il brand. C’è differenza. A mio avviso, questa professione diventerà in futuro sempre più ricercata. E’ anche vero che, il nostro settore, se non sarà tutelato, andrà scomparendo. Ma abbiamo così tanto lavoro che posso affermare essere una professione che non conosce crisi. In futuro, il parchettista sarà ricercato come un cardiologo o un architetto. Ma c’è bisogno di passione, come in tutte le cose. Oggi, o studi, o fai un lavoro che ti porta qualcosa di utile e di buono. Fare il nostro lavoro vuol dire tanto sacrificio, ma puoi anche crescere ed avere delle prospettive interessanti di carriera”.

L’azienda, in questo caso, ha sposato la crescita e lo fa anche in tema di sostenibilità ambientale: “Noi, lavorando il legno quando è grezzo, ci basta bruciarlo ed usiamo vernici ad acqua ecocompatibili. Non solo per l’ambiente, ma anche per la salute degli operai. È una pratica – conclude Giovanni Rosa – che non possiamo esimerci dal rispettare, per il benessere di tutti”.

Nuovi mastri, ma anche nuovi parchettisti, ci sono nel futuro dell’Academy di Impredo. Perché, per il cliente, scegliere Rosa Parquet ed i suoi lavoratori, significa abbracciare qualità, sicurezza e un design all’avanguardia.


La scuola dei mestieri verso il futuro

Raddoppia il numero dei CPIA, Centri Provinciali di Istruzione per Adulti, coinvolti nel progetto Mastri 4.0, che allarga così il suo bacino di utenza coinvolgendo sempre più persone.

Il Memorandum

I CPIA sono scuole statali istituite dal Ministero dell'Istruzione (attraverso dPR 263/12) che erogano percorsi di istruzione per adulti, rivolgendosi a tutti i cittadini italiani e stranieri con un’età maggiore ai 16 anni. Il CPIA può ampliare l’offerta formativa stipulando accordi con gli enti locali e altri soggetti pubblici e privati, con particolare riferimento alle strutture formative accreditate dalle Regioni. Si tratta di iniziative che, tra le varie finalità che si propongono, puntano anche a potenziare le competenze di cittadinanza e quindi l’occupabilità della popolazione.

La scuola Mastri 4.0, ideata da Daniele D’Orazio, Amministratore Unico di Impredo, finora ha lavorato con tre CPIA, tutti dislocati a Roma. Recentemente la scuola ha siglato un Memorandum con altri tre CPIA del Lazio (sono dieci in totale i CPIA presenti sul territorio regionale), dove le parti si impegnano a rafforzare l’accesso di studenti alle opportunità formative e lavorative offerte dalla scuola Mastri 4.0. I CPIA firmatari del MOU si impegnano ad individuare dei referenti per la gestione dei processi e per la realizzazione delle interviste narrative. Il gruppo di docenti referenti della scuola Mastri 4.0 sarà formato entro la fine dell’anno per partire con l’inizio delle attività di individuazione degli studenti e loro inserimento in processi formativi già da gennaio.

Il nuovo accordo prevede la collaborazione con i CPIA 5, di Viterbo, il CPIA 7 di Pomezia e il CPIA 10 che si trova a Formia, in provincia di Latina. Questa nuova, ulteriore, dislocazione dei CPIA permetterà alla scuola Mastri 4.0 di raggiungere un numero maggiore di persone da coinvolgere nel progetto. Infatti, nell’accordo si stabilisce un numero di risorse intervistate e formate per l’inserimento dei diversi profili professionali richiesti dalle aziende pari a 70/80 per ciascun CPIA, per un totale di 8/9 sessioni di interviste per anno scolastico (da ottobre a luglio) che permetterà di coinvolgere tra le 400 e le 500 persone l’anno.

Una squadra di professori

Per così tanti studenti è necessaria anche una nuova squadra di professori. Per questa ragione sono già iniziati i lavori di reclutamento. Ogni CPIA individua al proprio interno un referente di progetto e due docenti di supporto che saranno coordinati dal rispettivo Dirigente Scolastico. Il team interno a ogni CPIA può essere articolato diversamente in base alle esigenze specifiche di ciascuna realtà. I team di docenti dei CPIA, aderenti alla rete, saranno coinvolti in una full immersion formativa a inizio di ogni anno scolastico per poter svolgere le interviste narrative in maniera autonoma anche se sempre supervisionata.

Una missione etica

Impredo ha creato Mastri 4.0, per sopperire da un lato alle esigenze di maestranze qualificate nel settore edile, dall’altro per realizzare la propria mission etica tesa a contribuire all’integrazione in Italia di rifugiati ed immigrati. Impredo è infatti, società Benefit e la scuola Mastri 4.0 è uno dei progetti che rientrano in questa struttura. Coinvolgendo altre imprese nel progetto come le consorziate ELIS, che organizza corsi formativi e, attraverso l’interlocuzione diretta, le Agenzie per il Lavoro, la scuola favorisce la creazione di un ampio vivaio di persone formate e pronte per essere inserite nel mondo del lavoro. Caratteristica principale dell’Academy di Impredo è creare un ponte tra la formazione e il lavoro offrendo all’impresa che lo richiede esattamente la figura di cui ha bisogno. In due anni di lavoro la scuola Mastri 4.0 ha occupato in modo stabile la quasi totalità dei suoi studenti. Un percorso vincente che oggi allarga il suo bacino di utenze per diventare sempre di più un punto di riferimento per la formazione al lavoro.


Claudia Sabatano, Direttore Scientifico di Mastri 4.0: “Formazione e ascolto: la scuola giusta”.

Una scuola che crea una sinergia unica che è poi la sua vera forza: l’incontro tra domanda e offerta di lavoro trovando il giusto candidato.

Il progetto Mastri 4.0 è nato dalla mente di Daniele D’Orazio e quando è partito, con un corso pilota nel 2021, aveva ed ha un duplice scopo: formare per insegnare un mestiere edile e offrire un’opportunità di cambiamento di vita a tutte quelle persone che si trovano ai margini della società. Contrastare la devianza giovanile e cambiare la traiettoria di vita delle persone. Per fare questo si è creato un team di esperti per selezionare i candidati al cui vertice c’è Claudia Sabatano, Direttore Scientifico di Mastri 4.0.

L'impegno per Mastri 4.0

Preside di liceo, con un’esperienza forte nel sociale a Napoli dove lavorava in progetti per i giovani nel contrasto alla camorra, Claudia Sabatano è letteralmente il braccio operativo di Mastri 4.0, e a due anni e mezzo dalla nascita della scuola, ha parlato della sua esperienza e delle prospettive per il futuro.

“La scuola è il sogno realizzato di Daniele D’Orazio – spiega Claudia Sabatano -. È una scuola sui generis e nasce da una serie di alleanze e persone diverse, dalle scuole pubbliche alle agenzie lavoro agli enti formazione. È una sinergia importante che ci ha portato risultati ottimi. Dopo due anni e mezzo posso affermare che Mastri 4.0 si è configurato come un grandissimo progetto di contrasto alla marginalità. Adesso, l’unico obiettivo è raggiungere un numero sempre maggiore di persone per rispondere poi alle richieste delle aziende che ora ci conoscono. Ditte che ci ringraziano e ci chiedono forza lavoro. Il pregio maggiore è proprio questo: siamo arrivati dove non si arriva, ossia fare il match tra domanda e offerta. Le scuole tradizionali, in questo non riescono”.

Per Claudia Sabatano Mastri è un’avventura bellissima che non smette di emozionarla: “Sono abituata a lavorare sodo – racconta – e difficilmente avrei accettato di collaborare a Mastri 4.0 se non avessi raccolto in Daniele D’Orazio una grande idea e intenzione”. Spiega che sono le persone che fanno la differenza e di come ci si pone ad ascoltarle: “Io vengo da Napoli e lavoravo a progetti di contrasto alla camorra – racconta Claudia Sabatano -. C’erano le famose 4D, ovvero: difficoltà, disagio devianza, delinquenza. Bisogna intercettare le persone che si trovano in difficoltà, solo così si possono salvare. Per Mastri ho intervistato uno studente, laureato in matematica, che è stato imprigionato in Libia con la famiglia per un anno. L’ho incontrato a Gennaio del 2022 e ad Aprile ha iniziato a lavorare. A maggio ha ricevuto il suo primo stipendio. Un record. Mastri funziona così, on demand: noi attiriamo le interviste e cerchiamo studenti da formare rispetto a offerte di lavoro già presenti. Molti di loro mi chiamano “maestra” e per me è molto significativo”.

L'importanza dell'ascolto

L’impegno nel comprendere le persone fa la differenza nei colloqui di Mastri. Racconta Claudia Sabatano: “Una volta ho intervistato una donna, immigrata, da dieci anni in Italia, che mi ha dichiarato un’età ma a me sembrava più anziana. Vedendo la mia perplessità è scoppiata a piangere perché non sapeva quanti anni avesse veramente. Mi ha spiegato che in Sudafrica scrivono una data solo perché serve, ma non corrisponde quasi mai a verità. Così ci siamo impegnati per avere una data certa: un lavoro di ricostruzione complicato che alla fine ci ha portati a scoprire che aveva dieci anni in meno rispetto ai dichiarati. Questo per dire che non ci si può occupare del lavoro se prima non ci si occupa delle persone. Mastri ricostruisce una traiettoria esistenziale, è una scuola per come dovrebbero essere tutte le scuole, ossia dei luoghi dove trovare se stessi, la propria realizzazione”.

Trovare il candidato giusto per il posto di lavoro richiesto. La risposta delle aziende al progetto Mastri è stata immediata. Da noi è sempre buona la prima – spiega sorridendo Claudia Sabatano -. Quando noi presentiamo i nostri ragazzi, le aziende li inseriscono subito. È una collocazione sicura, non un tentativo perché hanno bisogno di persone da tenere in quel posto. Il nostro lavoro è più accurato a monte perché così a valle c’è un plus per l’azienda ricevente. D’altro canto, se l’azienda non propone offerte valide per i ragazzi siamo noi a non accettarle. C’è un’etica molto precisa nel nostro lavoro”.

I progetti futuri

In due anni e mezzo di corsi, quasi la totalità degli allievi dell’Academy ha trovato lavoro. Non ci sono mai stati casi di abbandono o che uno degli allievi non sia stato adatto al posto richiesto. Questo è un grande risultato per il Direttore Scientifico di Mastri 4.0. e pone nuove basi per un futuro ricco di opportunità. Infatti, la scuola si aprirà presto ai detenuti giunti a fine pena e sta già lavorando per l’inserimento delle donne in settori specifici come il food. “La logica di Mastri è sostenere soprattutto il settore edile in senso allargatissimo – spiega Claudia Sabatano - ma di sorreggere anche i discorsi di marginalità per dare opportunità anche al femminile. Ora si sta lavorando per gli addetti alla sala e al bar per cui c’è una grande richiesta e siamo stati coinvolti per inserire persone in questo circuito. Inoltre, noi vorremmo lavorare con i detenuti a fine pena che appena usciti possano avere già un’opportunità lavorativa. Sto discutendo con i CPIA che hanno il compito di offrire il servizio ai detenuti. Inizieremo dalle strutture carcerarie del Lazio con l’idea di creare un modello che potrà poi essere applicato ovunque”.

Un futuro impegnativo per l’Academy di Impredo che si evolve e mira a “fare scuola” anche oltre i propri confini.

 

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Il futuro delle professioni edili: opportunità e sfide

Negli ultimi anni, il settore delle professioni edili ha subito importanti cambiamenti e ulteriori trasformazioni ci saranno in futuro.

Le nuove tecnologie, l'evoluzione normativa e le tendenze sociali stanno plasmando il modo in cui le professioni edili operano e si sviluppano. Da un lato ci sono le opportunità, dall’altro nuove sfide, in particolare quelle relative alla formazione di nuova mano d’opera.

Tra sostenibilità e tecnologia

Un'opportunità chiave è rappresentata dalla crescente attenzione all'efficienza energetica e alla sostenibilità. Le normative ambientali si stanno intensificando e le aziende e i professionisti del settore edile devono adattarsi a queste nuove esigenze. Le competenze legate all'efficienza energetica, all'impiego di materiali sostenibili e alle pratiche di costruzione ecocompatibili diventeranno sempre più richieste. Ormai il futuro è ecosostenibile e le professioni edili dovranno essere in grado di progettare, costruire e ristrutturare edifici con un basso impatto ambientale e una ridotta impronta carbonica.

Un’altra grande opportunità per le professioni edili è rappresentata dall'adozione di tecnologie innovative. La robotica, le stampanti 3D e la realtà aumentata stanno cambiando radicalmente i processi di progettazione, costruzione e manutenzione. I droni, ad esempio, possono essere utilizzati per ispezionare facilmente le aree di difficile accesso e per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori. Le stampanti 3D consentono di costruire parti complesse in modo rapido ed efficiente. La realtà aumentata consente ai professionisti di visualizzare in tempo reale le informazioni digitali sugli elementi reali presenti in cantiere. L'adozione di queste tecnologie aumenta l'efficienza, riduce i costi e migliora la qualità dei lavori.

Le sfide della professione

Adattarsi a tutti questi cambiamenti diventa una sfida per il settore. Per questo, i professionisti ma anche le nuove leve dovranno acquisire nuove conoscenze per sfruttare appieno le potenzialità delle nuove tecnologie. È fondamentale investire nella formazione e nell'aggiornamento professionale per rimanere competitivi sul mercato del lavoro. Inoltre, il settore edile affronta anche la sfida di attrarre nuovi talenti. E questo è il lavoro della scuola Mastri 4.0.

Leggi anche: "Nuovi Mastri per nuove opportunità di lavoro"

Dal 2021 anno del corso pilota, la scuola è cresciuta e si è evoluta. Combattere la devianza sociale, ma aiutare anche tanti giovani, immigrati, ex detenuti e persone ai margini della società a trovare il lavoro giusto sta diventando per il team dell’Academy di Impredo un lavoro sempre più performante. E vincente. Associare la persona giusta al corso giusto, per arrivare a ricoprire esattamente il ruolo che l’azienda ha richiesto. La selezione e la formazione sono fondamentali e sono non solo a passo con quello che richiedono i tempi ma con quello che richiedono le aziende.

Il futuro delle professioni edili offre sia opportunità sia sfide. L'adozione di nuove tecnologie, l'attenzione alla sostenibilità e l'investimento nella formazione professionale saranno fattori chiave per il successo nel settore. La scuola Mastri 4.0 lo sa. Affrontare le sfide in modo proattivo e adattarsi ai cambiamenti in corso consentirà a queste professioni di rimanere rilevanti, sempre richieste e assicurarsi un futuro.