Mastri 4.0: formazione degli adulti e lavoro, il modello che cresce nel Lazio
Mastri 4.0, il progetto di formazione di Impre.DO Academy, rappresenta oggi uno dei modelli più efficaci nel collegare la formazione degli adulti al mondo del lavoro. Nel 2025 ha ampliato la propria presenza nel Lazio e si prepara al 2026 con una rete ancora più strutturata. Con l’adesione di quattro nuovi istituti e il rinnovo di cinque collaborazioni storiche, la rete coinvolge oggi 9 dei 10 Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) della regione.
Questa crescita non è casuale: è la conseguenza di un metodo che funziona, produce risultati concreti e risponde a un’esigenza precisa delle scuole, degli studenti e delle aziende che cercano lavoratori formati. A raccontarlo è Loredana Mesterca, coordinatrice operativa di Impre.DO Academy.
Perché la rete Mastri 4.0 continua ad ampliarsi
La ragione della crescita di Mastri 4.0 è chiara: il progetto funziona perché porta nei CPIA un coordinamento e strumenti che rendono semplice collegare la formazione al lavoro.
«I CPIA riconoscono nel progetto un’opportunità concreta per rafforzare il collegamento tra aula e mercato del lavoro», spiega Mesterca. «Garantiamo coordinamento centralizzato, monitoraggio costante, materiali standardizzati e percorsi chiari che portano a un ingresso immediato nel mondo del lavoro».
È questa impostazione pratica e misurabile ad aver spinto nuovi istituti — il CPIA 1 e il CPIA 4 di Roma, il CPIA 6 di Rieti e il CPIA 8 di Frosinone — ad aderire e a portare partner storici — il CPIA 3 di Roma, il CPIA "Giuseppe Foti" di Viterbo, il CPIA 7 "Anna Maria Lorenzetto" di Pomezia, il CPIA 9 di Latina e il CPIA 10 di Formia — a rinnovare la collaborazione.
Strumenti e formazione per sostenere la crescita
L'ampliamento della rete ha introdotto nuove complessità operative e territoriali. Per affrontarle, Mastri 4.0 ha investito su due fronti: digitalizzazione dei processi e formazione dei docenti dei CPIA.
È in fase di completamento una nuova piattaforma pensata per rendere più semplice e ordinata la gestione dei candidati. Il sistema riduce il rischio di errori, permette di incrociare più rapidamente competenze e richieste delle aziende e aiuta i coordinatori a monitorare l’andamento dei percorsi.
«Uno strumento che ci permette di lavorare con più precisione e di rispondere meglio alle scuole e alle imprese», sottolinea Mesterca.
Parallelamente, è stato avviato un percorso di formazione dedicato ai docenti dei CPIA, costruito per rafforzare le competenze sull'orientamento e sulla lettura dei bisogni delle imprese, oltre che sull'utilizzo degli strumenti standardizzati introdotti dal progetto.
«Oggi i docenti hanno un ruolo più attivo nell’accompagnare gli adulti verso il lavoro», aggiunge. «È un cambiamento concreto che sta già rendendo la rete più coesa ed efficace».
Risultati concreti e partnership strategiche
Lo scorso 2 dicembre sono stati consegnati gli attestati di Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione (OEPAC) a 6 studenti selezionati da Mastri 4.0, provenienti da Romania, Ucraina, Perù e Marocco. Il corso è stato organizzato dalla Cooperativa Kairos di Roma, che ha guidato il percorso formativo.
Altri partecipanti hanno completato laboratori professionalizzanti e corsi tecnici realizzati in collaborazione con ELIS, ente no profit che collabora con scuole e aziende per percorsi di formazione pratica e teorica. Al termine dei corsi, alcuni di loro hanno trovato impiego in ruoli tecnici come idraulici industriali, elettricisti o muratori.
La collaborazione con ELIS si consolida anche attraverso nuove edizioni di laboratori pratici e corsi specialistici di diversa natura, rafforzando il collegamento tra formazione e mondo del lavoro.
Obiettivo 2026: consolidare il modello e guardare oltre il Lazio
Con la rete ormai consolidata, Mastri 4.0 guarda al 2026 con priorità precise: rafforzare il coordinamento tra i CPIA, completare la piena operatività della piattaforma digitale e strutturare il modello in modo che possa essere adottato anche al di fuori del Lazio.
«Il 2026 sarà l’anno in cui Mastri 4.0 passerà dalla fase di crescita a quella di consolidamento», spiega Loredana Mesterca. «Vogliamo dimostrare con dati chiari l’efficacia del nostro approccio e costruire un modello pronto a essere replicato in altri territori, così da offrire più opportunità formative e di lavoro a un numero sempre maggiore di adulti».
Mastro edile: un lavoro internazionale
La formazione professionale è la chiave per adattarsi alle trasformazioni del mercato del lavoro, soprattutto in settori tradizionali come quello dell'edilizia. Mastri 4.0, la scuola dei mestieri edili creata da Impredo, rappresenta un esempio di come sia possibile preparare giovani e adulti alle nuove sfide del settore, integrando competenze pratiche con le più recenti innovazioni tecnologiche.
Il mondo dell'edilizia sta cambiando rapidamente: sostenibilità, digitalizzazione e nuove tecniche costruttive stanno ridefinendo il modo in cui sono realizzati edifici e infrastrutture. Mastri 4.0 offre il suo contributo a questo cambiamento, attirando sempre più persone e offrendo opportunità di lavoro e di riscatto sociale. Ma all’estero, come funziona?
Oltre il confine
In un mondo in costante evoluzione, realtà come Mastri 4.0 dimostrano come la formazione nei mestieri edili possa essere innovativa e vicina alle esigenze del mercato. In Francia, il CCCA-BTP (Comité de Concertation et de Coordination de l'Apprentissage du Bâtiment et des Travaux Publics), coordina la formazione professionale nel settore delle costruzioni, offrendo programmi di apprendistato e corsi specializzati. In Germania, Bau Bildung è una rete di centri di formazione professionale specializzati nel settore edile, che offre corsi pratici e teorici per diverse professioni. In Spagna, la Fundación Laboral de la Construcción propone una vasta gamma di corsi per migliorare le competenze dei lavoratori e promuovere l'occupazione. Nel Regno Unito, la CITB (Construction Industry Training Board), supporta la formazione e lo sviluppo delle competenze nel settore, offrendo corsi, apprendistati e certificazioni riconosciute a livello nazionale.
Ma c’è di più. L'Unione Europea sostiene iniziative che raggruppano scuole di formazione edile sparse nel continente. La più importante è il programma BuildOffsiteEU, lanciato per facilitare la transizione dall'edilizia tradizionale a quella industrializzata (off-site). Questo progetto mira a sviluppare nuove competenze e a promuovere l'edilizia industrializzata come soluzione sostenibile e innovativa. BuildOffsiteEU coinvolge partner da diversi paesi europei e ha l'obiettivo di colmare il divario di competenze nei mestieri edili tradizionali, adattandoli alle esigenze del mercato in evoluzione. In più, il settore off-site riduce i tempi di costruzione, utilizza materiali riciclabili e adotta i principi dell'economia circolare.
Proprio come Mastri 4.0 si impegna a formare i giovani, BuildOffsiteEU adotta un approccio internazionale. Tra le sue attività principali figurano la creazione di percorsi formativi per acquisire nuove competenze, la diffusione di strumenti digitali innovativi per formatori e lavoratori e la promozione dei benefici dell'edilizia industrializzata.
Ad esempio, la Grecia partecipa con Pedmede Somateio, un’associazione che sviluppa competenze legate ai nuovi sistemi costruttivi. In Macedonia del Nord, il Knowledge and Skills Management Centre si occupa di ricerca e formazione per il settore edile, concentrandosi su metodi costruttivi sostenibili. In Slovenia, la Gospodarska Zbornica Slovenije (Camera di Commercio Slovena), supporta l'innovazione e l'adozione di strumenti digitali per migliorare le competenze dei lavoratori.
Impatto globale
Grazie a iniziative come BuildOffsiteEU, le scuole di formazione edili stanno diventando catalizzatori di cambiamento. Non solo preparano giovani e adulti a carriere di successo, ma contribuiscono anche a plasmare un settore più sostenibile e resiliente. Con programmi formativi che integrano teoria, pratica e innovazione, queste istituzioni offrono agli studenti gli strumenti necessari per affrontare le sfide future.
Esperienze come quelle di Mastri 4.0 dimostrano che la formazione nei mestieri edili può unire tradizione e innovazione. Anche a livello internazionale, è possibile creare opportunità per giovani e professionisti, favorendo la crescita del settore. Attraverso la promozione di competenze innovative e la valorizzazione dell'edilizia industrializzata, queste scuole vogliono ridefinire il futuro delle costruzioni attirando talenti e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità globale.
Archiplan e Mastri 4.0: un’alleanza per la riqualificazione del patrimonio storico italiano
La riqualificazione urbana è al centro della rivoluzione edile che sta coinvolgendo tutto il mondo. Non si tratta solo di costruire ex novo, ma anche di preservare e rinnovare il patrimonio storico e artistico, di cui l’Italia è leader e custode, senza alterarne l’identità. Prendersi cura della valorizzazione degli immobili sottoposti a riqualificazione, in ambito artistico e storico, è il motivo per cui è nata Archiplan, azienda entrata a far parte della grande famiglia di Mastri 4.0.
Con questa visione, nel 1996, a Roma, gli architetti Agostino Bruni e Maura Pilotti hanno fondato un team di professionisti che oggi gode di solida reputazione non solo nel mercato laziale, ma anche in Toscana, Abruzzo ed Emilia-Romagna.
Prendersi "cura"
Maura Pilotti spiega: “La nostra filosofia è svolgere tutte le attività necessarie per gestire ogni aspetto di Archiplan in modo efficace e sostenibile. Iniziamo dai nostri clienti e continuiamo con i nostri collaboratori e fornitori, con l’obiettivo di far crescere l’azienda in modo continuo e in linea con le esigenze del mercato e dell’ambiente”.
Archiplan ha saputo coniugare solidità e flessibilità, grazie a una visione lungimirante e alla capacità di anticipare le tendenze del mercato, superando indenne anche i momenti più difficili della crisi immobiliare. Ha mantenuto intatta la propria identità senza mai compromettere la qualità del proprio lavoro.
La collaborazione con Mastri 4.0 nasce dall’interesse per le iniziative legate alla riqualificazione e al restauro del patrimonio pubblico e privato. “Questa nuova realtà – afferma Maura Pilotti – ha intercettato un’esigenza sempre più forte: la carenza di personale operativo nell’ambito edile e l’importanza della formazione come grande opportunità per le aziende”.
Archiplan ha già sperimentato l’efficacia del sistema Mastri 4.0 grazie a Issa Bara, ex studente e ora risorsa del team. “Issa Bara ci ha colpito per la sua voglia di crescita professionale, la disponibilità verso i colleghi e il rispetto delle regole” racconta Maura Pilotti.
L'importanza delle risorse qualificate
Per Archiplan, contare su risorse qualificate è fondamentale e la formazione riveste un ruolo cruciale: “È importante – spiega Pilotti – perché dà valore e qualità a tutto ciò che realizziamo. Il restauro conservativo e l’adeguamento sismico saranno sempre risorse in crescita per il nostro Paese, dato il valore del nostro patrimonio storico e artistico. I centri storici avranno sempre bisogno di cure e non possiamo permetterci di trascurare una risorsa economica così importante”.
La scuola Mastri 4.0 permette di far incontrare domanda e offerta di lavoro, selezionando il candidato perfetto per le esigenze delle aziende. È un metodo innovativo, frutto di un lavoro intenso e accurato, e per questo Archiplan l’ha scelto.
“Mastri 4.0 – conclude Maura Pilotti – ci aiuterà a creare un match tra le nostre esigenze di personale qualificato e il loro focus sulla formazione. La qualità e l’efficienza nei nostri cantieri sono sempre state priorità e il personale è fondamentale per raggiungere livelli ottimali di organizzazione e produttività. Attraverso Mastri 4.0 potremo contare su personale che contribuirà al miglioramento della gestione delle nostre commesse”.
Sicurezza in cantiere: il ruolo della formazione
La sicurezza nei cantieri edili è al centro della formazione nella scuola dei mestieri Mastri 4.0; rappresenta un pilastro essenziale per la protezione dei lavoratori e la prevenzione degli incidenti. Nell’Academy di Impredo l'acquisizione di competenze non si limita alle tecniche di costruzione, ma si estende anche alla comprensione e all'applicazione delle normative di sicurezza. La formazione continua e specializzata è fondamentale per preparare i lavoratori a riconoscere e gestire i rischi, rendendo la sicurezza non solo una responsabilità individuale, ma una cultura condivisa. Gianfranco Urbanelli è Formatore Personale e Tecnico Operativo presso ELIS, ente di formazione no-profit che promuove progetti di innovazione e formazione insieme a grandi gruppi, start-up e partner di Mastri 4.0. Con lui abbiamo parlato di come si affronta il capitolo sicurezza nei corsi di formazione.
La cultura della sicurezza
Il primo step è cercare di far comprendere l’importanza del capitolo sicurezza in cantiere. Per Urbanelli, coinvolgere tutti i livelli di personale, attraverso una formazione continua, è fondamentale per sviluppare e mantenere una forte cultura della sicurezza. "La formazione non si limita solo agli aspetti tecnici del lavoro, ma enfatizza anche l'importanza della sicurezza. Per esempio, nella formazione di un tirafili (chi lavora in quota per installare linee aeree), non si insegna solo a montare un palo, ma anche come farlo in sicurezza".
Per creare un ambiente di lavoro in cui i lavoratori si sentano liberi di segnalare problemi senza timore di ritorsioni, Urbanelli ha implementato sistemi anonimi di segnalazione e l'utilizzo di app dedicate. Perché “la promozione di una cultura della sicurezza – spiega Urbanelli – si ottiene anche attraverso la sensibilizzazione dei lavoratori all'importanza dei 'near miss' (quasi incidenti).
Inizialmente, è stata introdotta l'idea di cassette anonime per raccogliere segnalazioni. Questo ha permesso, da una parte, di raccogliere preziose informazioni per prevenire gli incidenti e, dall’altra, ai lavoratori di condividere le loro esperienze senza paura di conseguenze negative."
La formazione continua sulla sicurezza
Urbanelli considera la formazione continua essenziale per la promozione della sicurezza sul lavoro. "È essenziale, poiché consente ai lavoratori di rimanere aggiornati sulle migliori pratiche e sulle normative in continua evoluzione. Per renderla più efficace, è importante che la formazione sia pratica e coinvolgente, permettendo ai lavoratori di apprendere attraverso l'esperienza diretta".
"La garanzia che tutte le segnalazioni vengano prese sul serio e analizzate per migliorare le pratiche di sicurezza contribuisce a creare un ambiente di fiducia. La formazione dei responsabili sulla gestione delle segnalazioni in modo costruttivo e il riconoscimento pubblico dei contributi dei lavoratori alla sicurezza aziendale sono ulteriori strategie che hanno dimostrato di essere efficaci".
Sviluppi nel DPI
Gli ultimi sviluppi nei DPI includono materiali più resistenti e leggeri che migliorano il comfort e l'efficacia. Per garantire il loro uso corretto nei cantieri, Urbanelli insiste sulla necessità di una formazione approfondita e pratica: "I lavoratori devono essere addestrati non solo sulle modalità di utilizzo, ma anche sull'importanza di indossarli correttamente e costantemente. La supervisione costante e i controlli regolari da parte dei responsabili della sicurezza sono essenziali per assicurare che i DPI vengano utilizzati correttamente”.
La formazione sulla sicurezza in cantiere ha un ruolo centrale nei corsi Mastri 4.0 implementati in collaborazione con ELIS: è soprattutto la creazione di una cultura della sicurezza che deve essere trasmessa ai nuovi mastri. È importante far capire agli studenti che compiere il lavoro in sicurezza è il primo passo per farlo bene. Strategie come l’adozione di nuove tecnologie, l’insegnamento e la pratica continua, insieme alla conoscenza della normativa, sono fondamentali per ridurre gli incidenti e garantire un ambiente di lavoro sicuro.
Betonrossi: innovazione e sostenibilità nel settore del calcestruzzo
Con una carriera lunga 24 anni, Betonrossi è considerata una protagonista indiscussa nel settore del calcestruzzo preconfezionato.
Tutto inizia dal gruppo Cementirossi nel 2000 e dall’unione di diverse aziende produttrici di calcestruzzo del Nord Italia. «La nostra forza risiede in valori come professionalità, servizio, qualità, affidabilità e assistenza, che ci hanno permesso di diventare leader nel settore del calcestruzzo preconfezionato» afferma Stefano Garlati, Responsabile Territoriale di Area per Betonrossi.
Innovazione e sostenibilità
Un pilastro fondamentale per l’azienda è la produzione sostenibile. «Negli ultimi anni - prosegue Garlati - ci siamo concentrati sull'ottimizzazione della gestione dell'acqua, una risorsa vitale. Abbiamo sviluppato prodotti come il nostro calcestruzzo drenante DRAINBETON, ecosostenibile, registrato e brevettato, che rappresenta un punto di eccellenza per la nostra ricerca e sviluppo”. Sostenibilità anche da un punto di vista industriale, considerato che gli impianti di Betonrossi utilizzano sistemi di controllo automatizzati per il processo produttivo e la logistica, una caratteristica che permette di mantenere un elevato standard qualitativo rispettando l'ambiente.
Tecnologia all'avanguardia per una produzione più efficiente
L’innovazione tecnologica ha trasformato Betonrossi in un leader anche per quanto riguarda l’ottimizzazione del processo produttivo. Garlati spiega che l’azienda ha introdotto la possibilità di gestire il carico delle autobetoniere da remoto, migliorando l’efficienza e riducendo gli spostamenti inutili. E questo non solo aumenta la sicurezza, ma ottimizza i trasporti e riduce l’impatto ambientale.
Betonrossi e Mastri 4.0: una partnership strategica
La recente collaborazione con il progetto Mastri 4.0 rappresenta un passo importante per l’azienda nella ricerca di personale qualificato. «Abbiamo aderito al progetto Mastri 4.0 perché condividiamo pienamente i suoi principi - osserva Garlati, secondo cui «Mastri 4.0 può supportarci nella ricerca di personale per i settori tecnologici e produttivi, ma anche in ambiti commerciali, dove la conoscenza del prodotto è fondamentale per il contatto diretto con i clienti».
L’obiettivo principale è inserire in azienda lavoratori che abbiano una solida conoscenza dei materiali e dei processi produttivi nel settore del calcestruzzo: «Cerchiamo figure che possano crescere nel nostro ambito e sviluppare carriere, non solo nel campo produttivo, ma anche nel settore commerciale».
«L’azienda - spiega il manager - investe in modo continuativo nel miglioramento degli impianti e nell’ottimizzazione del processo produttivo. Ha rinnovato il proprio laboratorio centrale e sta assumendo personale per studiare e perfezionare ulteriormente i prodotti, con l’obiettivo di mantenere la propria posizione di leadership nel mercato.»
Uno sguardo al futuro
«Le nostre parole d’ordine sono rispetto dell’ambiente, ottimizzazione delle risorse e miglioramento della qualità dei servizi - conclude Garlati. Betonrossi continuerà a puntare su prodotti innovativi, che possano integrarsi nel territorio, riducendo al minimo l'impatto ambientale e migliorando l'efficienza produttiva».


Mastri 4.0 e InPlace: un passo avanti verso il futuro del lavoro
Una nuova, strategica collaborazione mette il turbo tra formazione e ambito professionale: si tratta di InPlace, Agenzia per il Lavoro 100% digitale che va a caccia del match perfetto tra le richieste delle aziende e i profili dei candidati, e la scuola dei mestieri Mastri 4.0, che forma giovani e adulti per creare competenze e inserirli direttamente nel mondo del lavoro.
Un incontro che ha come unico obiettivo offrire soluzioni innovative e strategiche alle imprese ma anche e soprattutto a chi è in cerca di occupazione.
InPlace: il lavoro digitale
InPlace si distingue nel panorama italiano come la prima agenzia digitale del lavoro. Grazie alla sua piattaforma alimentata dall'intelligenza artificiale, l'azienda permette alle imprese di gestire autonomamente la selezione, assunzione e amministrazione del personale, semplificando i processi e riducendo la burocrazia.
"Il nostro obiettivo è rivoluzionare il settore HR", afferma Mario Di Maolo, Direttore Generale di InPlace. "Vogliamo facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, rendendo più semplici, veloci e trasparenti le operazioni di assunzione. Questa partnership con Mastri 4.0 rappresenta per noi un'opportunità straordinaria di avvicinare i giovani verso il loro futuro lavorativo, attraverso un processo digitale e innovativo. Un primo passo, insieme, verso la costruzione di una carriera professionale lunga e duratura”.
Punto d’incontro tra le due realtà è l’innovazione: “Da un lato un progetto di formazione unico nel suo genere nel panorama nazionale, dall’altro una piattaforma digitale che vuole rivoluzionare un business ancora tradizionale – spiega Mario di Maolo. InPlace supporta il progetto di Mastri 4.0 presentandosi come un intermediario qualificato nel campo della somministrazione di personale con lo scopo di creare sinergie tra le imprese che cercano candidati formati e specializzati e le giovani generazioni alla ricerca di un impiego”.
Mastri 4.0, l’Academy di Impredo, si propone di rispondere alle crescenti esigenze del mercato, in particolare nei settori dell'edilizia, della meccanica e della tecnologia. La scuola mira a formare giovani adulti e a prepararli per un inserimento rapido e qualificato nel mondo del lavoro. Daniele D’Orazio, Founder di Impredo e ideatore del progetto Mastri 4.0 è chiaro: “La missione della nostra scuola è creare una sinergia tra istruzione, formazione professionale e impiego, facilitando il percorso di giovani studenti verso il lavoro”.
“La partnership con InPlace rappresenta per noi un valore aggiunto, poiché unisce la nostra offerta formativa con una piattaforma digitale all'avanguardia", afferma Loredana Mesterca, responsabile del progetto Mastri 4.0
Formazione specifica per rispondere alle esigenze del mercato
Il punto di forza di questa collaborazione risiede nella capacità di InPlace di connettere le aziende con i talenti formati da Mastri 4.0. La piattaforma di InPlace semplifica il processo di assunzione e gestione del personale, fornendo alle aziende gli strumenti necessari per trovare rapidamente personale qualificato, riducendo il gap tra domanda e offerta di lavoro.
"Questa collaborazione permetterà ai nostri studenti di accedere facilmente a opportunità lavorative, grazie alla piattaforma digitale di InPlace – spiega Daniele D’Orazio. “Siamo entusiasti di accompagnare i nostri ragazzi nel mondo del lavoro, garantendo un inserimento veloce e trasparente", continua Loredana Mesterca.
Il futuro a portata di click
InPlace opera in vari settori: “Ristorazione, Hotellerie, Retail, Edilizia, Industria, Logistica e Trasporti sono alcuni dei settori in cui operano le nostre aziende clienti – spiega Di Maolo. InPlace mette però a disposizione delle aziende in piattaforma oltre 100 CCNL in modo che sia possibile generare contratti in ogni ambito, rispettando sempre la normativa sul territorio nazionale in termini di paga base, ferie, malattia.
Sia InPlace che Mastri 4.0 condividono una visione comune: abbattere le barriere tra formazione e lavoro, garantendo a studenti e aziende un futuro basato sull'innovazione tecnologica e sul continuo sviluppo delle competenze. “Rivoluzionare le opportunità professionali portando l’innovazione digitale nel campo HR è la sfida – afferma Di Maolo.
In comune con Mastri 4.0 c’è anche e soprattutto l’ascolto delle parti. Spiega Di Maolo: “InPlace ha ascoltato le esigenze di candidati e imprenditori andando oltre le convenzioni e superando ciò che fino ad oggi nel mondo del lavoro costituisce “la regola”. Il mercato, pur essendo molto dinamico, è stato interessato solo in parte dal processo di digitalizzazione. L’obiettivo è stato lanciare un servizio 100% digitale, in grado di rendere semplici, veloci, trasparenti e perfettamente regolari dal punto di vista burocratico-amministrativo i processi di assunzione e gestione di personale facendo di InPlace la prima Agenzia per il Lavoro a digitalizzare completamente i processi di selezione, assunzione e gestione dei rapporti di lavoro in Italia”.
Due squadre per un unico obiettivo
"InPlace e Mastri 4.0 lavorano insieme per creare un sistema di reclutamento e formazione che si adatti alle nuove esigenze del tessuto occupazionale - afferma Mario Di Maolo. Nei prossimi anni, prevediamo un aumento dell'uso dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione nei processi HR, migliorando l'efficienza e l'efficacia del matching tra candidati e aziende”.
Tra docenti e studenti: il rapporto tra i CPIA e Mastri 4.0
CPIA, Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, e Mastri 4.0, la scuola dei mestieri creata da Impredo, sono due realtà unite da tempo nella visione di un unico, grande progetto comune, ovvero offrire opportunità di vita e lavoro.
I CPIA del Lazio, con cui la scuola dei mestieri collabora da tempo, sono la prima tappa del percorso fatto da numerosi studenti che si trovano a vivere l’esperienza della scuola di Impredo. Alla fine di ogni anno scolastico, i dirigenti dei diversi CPIA rispondono a tre domande su quella che è stata la loro esperienza e interazione con Mastri 4.0.
Lo stretto legame tra CPIA e Mastri 4.0
L’impatto che la scuola ha avuto sul territorio è sempre l’aspetto più indicativo. Secondo il Dirigente Scolastico del CPIA Giuseppe Foti, distribuito su due province, Roma e Viterbo, e su 5 comuni diversi, Viterbo, Civita Castellana, Civitavecchia, Ladispoli e Fiumicino: “In tutte le sedi prevale la percentuale di studenti stranieri, soprattutto maschile – spiega il Dott. Romeo Di Leo -. Nel viterbese, i corsisti provengono per lo più da paesi africani, mentre le opportunità lavorative sono legate ad attività agricole nella zona settentrionale, alla cantieristica navale, alla ristorazione e all'accoglienza alberghiera, nel litorale romano.
Di fronte a questo scenario, la scuola Mastri 4.0 ha avuto un forte impatto e suscitato un vivo interesse sia da parte dei corsisti, sia degli insegnanti. L’intensa collaborazione tra i docenti referenti/intervistatori e i docenti delle singole sedi ha contribuito a far conoscere le prerogative di tale virtuosa iniziativa, attirando più soggetti, compresi quelli delle scuole di Secondo livello, presenti all’interno della nostra Unità didattica e sparse nei cinque comuni menzionati, più quello di Tarquinia”.
Secondo la Dott.ssa Viviana Bombati, Dirigente Scolastica del CPIA 9, con sedi a Latina e Aprila:” Sicuramente l'opportunità di offrire un percorso formativo, finalizzato all'inserimento nel mondo del lavoro al termine del percorso nel CPIA, incoraggia gli studenti ad accelerare ed eccellere nella loro formazione linguistica e gli dà un obiettivo da perseguire, che riesce a superare i muri di quell’incertezza che, nel futuro dei giovani immigrati, è troppo spesso presente”.
Un'opportunità per tutti
Diversi gli episodi di un certo interesse, curiosi e particolari, che sono avvenuti quest’anno. La Dott.ssa Ada Maurizio, Dirigente Scolastica del Cpia 3 di Roma, ricorda: “Io sono un supervisore, e spesso l’ascolto attivo mi porta, inevitabilmente, a provare empatia nei confronti di persone adulte che spesso hanno alle spalle percorsi costellati da difficoltà, da traumi e da tanto coraggio. Tra i tanti, mi ha colpito una giovane moscovita che si è presentata nella sede di Nettuno, CPIA Lorenzetto di Pomezia. Nel corso dell’intervista abbiamo appreso che si trattava della nuora della nota giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa nel 2006 a Mosca. La famiglia si è rifugiata in Italia, lasciando un paese dove sia il figlio della giornalista che la moglie occupavano ruoli prestigiosi, essendo entrambi altamente qualificati, con titoli accademici elevati”.
Per Viviana Bombonati, Cpia 9: “Le storie sono tante, vengono da tutto il mondo e ognuno ha un suo percorso e una sua emozione. Ma sentire una ragazza giovanissima, brasiliana, con una situazione familiare piuttosto difficile in Brasile, che sogna di fare la poliziotta è qualcosa che fa riflettere su quanto è differente la vulgata generale dalla realtà”. La Dott.ssa Daniela Caianiello, Dirigente Scolastica del CPIA 10, con sedi a Formia e Terracina, ha notato che: “Nel corso delle interviste mi ha colpito la serietà e la solennità con la quale le ragazze e i ragazzi sono intervenuti all’incontro, segno che vivevano il momento come crescita sia sociale che professionale”.
Mastri 4.0 è soprattutto un’opportunità per tantissimi ragazzi. Per Romeo Di Leo: “Mastri 4.0 sta dimostrando altissime capacità nell’incrementare e migliorare le prospettive di occupabilità dei nostri corsisti e nel favorire un cammino di recupero personale e di reinserimento dignitoso nel mondo lavorativo, soprattutto per quelle persone che, per diversi motivi, si sono dovute allontanare da quel mondo”. Per la Dott.ssa Alessia Pipitone, Dirigente Scolastica del Cpia 2 di Roma: “Mastri 4.0 è sicuramente un’occasione per gli iscritti che rispondono ai requisiti necessari”, mentre per il Dott. Francesco Senatore, Dirigente Scolastico del Cpia 7 di Pomezia: “L’esperienza svolta nell’ambito del progetto ha contribuito a rafforzare il ruolo attivo del CPIA nel promuovere lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Inoltre, l’iniziativa progettuale ha rappresentato un'occasione per sperimentare nuove metodologie didattiche”.
Ma è Ada Maurizio che spiega chiaramente cosa significa il progetto Mastri 4.0 per i CPIA: “Mastri 4.0 è una risorsa per i CPIA. Lo studente adulto che s’iscrive da noi è informato anche della possibilità di accedere al colloquio per entrare in una banca dati dove il proprio profilo resta per un anno. Se si aprono possibilità di accedere a un corso di formazione e/o a un colloquio di lavoro presso un’azienda partner di Mastri 4.0, il candidato è avvisato personalmente.
Questa possibilità è unica nel panorama dei CPIA, dove l’incontro con il mondo del lavoro è, di solito, carente o limitato a progetti temporanei”.
Mastri 4.0 protagonista al premio Myllenium Award 2024
Un premio per la volontà e l’impegno dimostrato a disegnare il proprio futuro. Il giovane studente della scuola Mastri 4.0 ad aver ricevuto quest’anno il Premio Myllennium Award è Martin Ezequiel Ribeiro. Una soddisfazione enorme per l’Academy di Impredo che dimostra ancora una volta di saper indirizzare i giovani verso un percorso formativo e lavorativo come mai nessuna scuola ha fatto prima. La cerimonia di premiazione si è svolta in due tempi: la mattina nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, dove erano presenti tutti i vincitori e, per Mastri 4.0, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Founder di Impredo, Daniele D’Orazio, la Dirigente Scolastica del CPIA3 di Roma (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), Ada Maurizio, e la coordinatrice del progetto Mastri 4.0, Loredana Mesterca
Il programma della cerimonia è poi proseguito nel corso di una splendida serata a Villa Medici. A presentarla il giornalista Pierluigi Pardo e Marta Filippi. Presente anche il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
La storia di Martin
L’emozione di Martin era evidente: “Il fatto di essere lì, su quel palco, l’ho vissuto come qualcosa di incredibile – ha detto il ragazzo dopo la premiazione. Ero entusiasta di incontrare i vincitori delle altre categorie e di avere l’occasione di vedere persone importanti sul palco e tra il pubblico. Francamente, fino a questo momento, non mi ero reso conto di tutti i progressi che ho fatto negli ultimi mesi; ero semplicemente concentrato sull’andare sempre avanti. Certo, ora che ho guardato indietro, è un bel po’ di strada e sembra incredibile anche a me”.
Significative le parole pronunciate da Martin sul palco: “Ho desiderato ricordare e ringraziare il ruolo fondamentale che hanno avuto nel mio percorso l’incontro con il CPIA di Ladispoli e con la scuola Mastri 4.0, che non mi hanno mai lasciato da solo, facendomi sentire sempre parte di una famiglia”.
Loredana Mesterca, coordinatrice del progetto Mastri 4.0 per Impredo, ha dichiarato: “Ho conosciuto Martin solo qualche mese fa, presso il CPIA di Ladispoli, e ricordo benissimo la prima impressione che ebbi: un ragazzo empatico e dal cuore buono, con un’immensa forza di volontà e fiducia. E non mi sbagliai, perché tanti sono i passi che Martin ha fatto da quel dì, che l’hanno fatto distinguere all’interno della scuola Mastri 4.0, e che oggi l’hanno portato a vincere il Premio Myllennium Award 2024. Ringrazio Martin per la fiducia che ha posto in noi, dandoci la possibilità di tracciare la migliore traiettoria per lui”.
Un premio per il futuro
Myllennium Award è il primo premio multidisciplinare italiano per giovani dai 18 ai 30 anni. È un laboratorio permanente per la valorizzazione del talento delle nuove generazioni e l’inserimento nel mondo del lavoro. Merito e giveback sono i valori del contest, dedicato ai giovani con un talento in ambito artistico, cinematografico, musicale, imprenditoriale, giornalistico o sportivo, o che cercano risorse per frequentare un master o un tirocinio formativo. Tra le diverse sezioni, MyBRICKS è quella ad honorem nata in collaborazione con la scuola Mastri 4.0 di Impredo che favorisce lo sviluppo e la crescita dell’eccellenza della manodopera edile italiana e l’inclusione sociale.
L’obiettivo comune è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro attraverso la formazione specialistica. Ogni anno sono premiati i migliori giovani under 30, distintisi nel percorso di formazione professionale organizzato dalla scuola Mastri 4.0, con un contratto di lavoro a tempo determinato offerto da Impredo o dai suoi partner.
Obiettivo giovani
Il premio nasce dalla Fondazione Barletta, che ha l’obiettivo di ricercare tra le nuove generazioni coloro i quali si distinguono per coraggio e ambizione, fornendo opportunità concrete e sostegno economico per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La Fondazione si rivolge a tutti coloro che credono nel cambiamento, attraverso la cultura dei valori, la multidisciplinarietà di ambiti e l’impegno responsabile.
“Vedere Martin sul palco del Myllennium Award, dopo tanto lavoro condiviso negli ultimi mesi, mi ha fornito la prova che tutto si può raggiungere, quando le condizioni sono giuste e la volontà di cambiare il proprio percorso di vita è alta” – ha detto Loredana Mesterca.
Per riprendere le parole di Paolo Barletta, Presidente Myllennium Award e CEO del Gruppo Barletta: “Se voi avrete costanza, riuscirete a raggiungere qualsiasi obiettivo!”
Un messaggio che Martin ha voluto lanciare ai ragazzi dei CPIA: “ A tutti i giovani che entrano a far parte della scuola Mastri 4.0, vorrei dire di non aver paura e di dare fiducia, perché l’ho imparato vivendolo: Mastri 4.0 ti dà la sicurezza, la fiducia in sé stessi, il desiderio di progredire perché non ti lasciano solo, è come se avessi sempre una seconda famiglia. E’ così si acquista sempre più motivazione per il raggiungimento di nuovi obiettivi”.
La conferma della sezione MyBRICKS anche per quest’anno vuol dire continuità per Mastri 4.0. “Significa – conclude Loredana Mesterca - che il lavoro che stiamo portando avanti è concreto e dà una prospettiva reale per il futuro di tutte le persone che ogni mese incontriamo nei CPIA. E’ la forza e lo stimolo per fare sempre meglio”.
Donne in edilizia: la storia di Flavia
L’edilizia parla sempre di più il linguaggio delle donne. Negli ultimi anni, infatti, la presenza femminile nei cantieri è aumentata in modo significativo. Secondo ItaliaOggi, il numero delle donne impiegate in edilizia è cresciuto del 50% rispetto al 2020. Questa tendenza riflette un cambiamento più ampio e globale, con sempre più donne che scelgono di intraprendere carriere in questo settore tradizionalmente dominato dagli uomini.
Donne in cantiere: l'Italia e il resto del mondo
Secondo l’ISTAT, le donne rappresentano circa il 9% della forza lavoro nel settore delle costruzioni in Italia. La maggior parte si occupa di ruoli amministrativi o tecnici, con una presenza significativamente minore nei ruoli manuali e operativi.
Negli Stati Uniti, le donne rappresentano circa il 10% della forza lavoro nel settore delle costruzioni, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (BLS). In Europa, la percentuale varia da paese a paese, ma generalmente si aggira intorno al 10-12%.
Globalmente, le donne tendono a occupare posizioni in gestione di progetto, sicurezza sul lavoro e ruoli tecnici, piuttosto che lavori manuali o operativi sul campo. Tuttavia, c'è un crescente numero di donne che intraprendono carriere come ingegneri edili, architetti e capi cantiere.
Le principali sfide che le donne affrontano nel settore delle costruzioni includono stereotipi di genere, discriminazione e mancanza di rappresentanza nei ruoli di leadership. La conciliazione tra lavoro e vita privata poi è un'altra sfida significativa, data la natura spesso impegnativa e flessibile del lavoro in cantiere.
Organizzazioni come la National Association of Women in Construction (NAWIC) negli Stati Uniti promuovono l'empowerment delle donne nel settore delle costruzioni attraverso programmi di mentoring, networking e formazione. L'International Labour Organization (ILO) e altre entità promuovono politiche d’inclusione e parità di genere nei settori industriali, compreso quello delle costruzioni. Anche in Italia esistono varie iniziative e programmi promossi da associazioni di categoria e sindacati per favorire l'ingresso delle donne nel settore delle costruzioni. Tra queste c’è anche l’Academy creata da Impredo, la scuola dei mestieri Mastri 4.0. Una scuola che rappresenta un esempio concreto di come le donne possano accedere a formazioni specializzate nel settore dell'edilizia. Un esempio? Flavia Russo, una studentessa di 22 anni, che ha recentemente terminato il corso di operaio specializzato in alta tensione presso Mastri 4.0.
La storia di Flavia
"Tutto è nato perché ho frequentato la scuola da elettrotecnico - racconta Flavia - e il mio professore ha pensato che io avessi un’intelligenza e una capacità in quest’ambito lavorativo e mi ha fatto conoscere Mastri 4.0. Anche se poi a me questo mondo ha sempre affascinato. Il corso fatto con Mastri 4.0, presso ELIS, mi ha permesso di avere più informazioni e andare nel dettaglio sul tema della sicurezza e su tutto quello che riguarda il lavoro in cantiere. E la pratica mi ha affascinato; anzi, è stato quello che mi ha fatto capire meglio tutto quello che abbiamo studiato".
Flavia sottolinea come il sostegno dei compagni di corso sia stato fondamentale, mentre ha dovuto affrontare inizialmente lo scetticismo da più fronti: "Non è stato facile per me in quanto donna. Più volte mi è stato fatto notare che questo è un lavoro prettamente maschile, mentre dai miei compagni di corso ho sempre avuto il massimo sostegno. Probabilmente è un problema di mentalità, perché non ti aspetti di vedere una donna che fa l’operaio di alta tensione salendo in altezza sui tralicci. Forse per una questione di forza fisica che sì, ci vuole, ma anche una donna può farlo perché anche una donna può essere forte fisicamente. Arrivata alla fine del corso, si sono ricreduti e la soddisfazione del mio perseverare è stata comune.”
Lavorare in altezza
La prima volta sul traliccio non è stata una passeggiata: “Certo, la prima volta che lo guardi dal basso verso l’alto, un po’ di timore te lo mette – dice Flavia - ma una volta arrivata su, mi sentivo tranquilla. Non ho avuto più timore dopo, quando ci sono risalita”.
Il tecnico specializzato in alta tensione è sicuramente un lavoro che richiede una forza fisica importante, ma non impossibile per le donne. Flavia l’ha dimostrato: “Vorrei che l’Italia uscisse dalla mentalità che le donne non possono fare questo tipo di lavoro. Negli Stati Uniti, le donne che salgono sui tralicci dell’alta tensione ci sono e anche da molto. Dobbiamo sempre dimostrare che possiamo fare certe cose, anche se considerate prettamente maschili”. Flavia è sicura e lancia un messaggio a tutte le ragazze che come lei hanno passioni lavorative viste come prettamente maschili: “Non dobbiamo mai farci abbattere, perché possiamo arrivare ancora più lontano dell’oltre”.
Colabeton: la storia del calcestruzzo italiano
Quando si parla di eccellenza nel settore del calcestruzzo in Italia, Colabeton è un nome che spicca. Con una storia che risale al 1987, quest’azienda umbra ha saputo crescere e consolidarsi nel tempo, diventando il terzo gruppo nazionale nella produzione di calcestruzzo.
La storia
Colabeton nasce a Gubbio, in Umbria, e da subito ha iniziato ad acquisire altre società per espandere la sua presenza nel mercato. Due acquisizioni fondamentali sono state quelle in Toscana e nelle Marche, che hanno permesso all'azienda di crescere e affermarsi come un perno fondamentale nel settore. Oggi, Colabeton è una realtà nazionale, con una produzione che risponde alle esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità e all'innovazione.
Il successo di Colabeton non si basa solo su una solida strategia di espansione, ma anche sulle persone che vi lavorano. La figura più rilevante è l’operatore d’impianto. Come spiega Luca Briganti, direttore delle vendite di Colabeton: “L'operatore d’impianto moderno è molto diverso da quello del passato. Oggi deve essere una persona con un percorso tecnico meccanico e digitalizzato. Non si tratta più di semplici bottoni da premere, ma di gestire sistemi complessi tramite PC, pianificare il lavoro e rispondere alle esigenze dei clienti", spiega Briganti. "Questi operatori devono essere preparati e avere una grande responsabilità, perché il loro lavoro è fondamentale per la qualità del prodotto finale".
La partnership con la scuola Mastri 4.0.
La necessità di trovare figure professionali specializzate, come quelle degli operatori d’impianto, ha spinto Colabeton a far parte della famiglia Mastri 4.0.
"L'obiettivo è avere personale preparato e specializzato – spiega Briganti -. Facciamo fatica a trovare operatori qualificati, soprattutto in alcune aree come Milano. La strada scelta da Mastri 4.0, quella di formare giovani operai evoluti, è fondamentale per il nostro settore. Vogliamo mettere in aula ragazzi giovani e prepararli per le sfide future".
Sostenibilità e Innovazione
Colabeton non è solo sinonimo di qualità, ma anche di sostenibilità. La produzione di calcestruzzo è attentamente normata e l'azienda è impegnata nel ridurre l'impatto ambientale dei suoi processi. "Per noi, la sostenibilità significa riutilizzare acqua e materiali come il calcestruzzo, ridurre gli sprechi e migliorare le performance dei nostri prodotti", spiega Briganti.
Guardando al futuro della professione, e in particolare della produzione di calcestruzzo, il direttore vendite di Colabeton, Luca Briganti, è ottimista: “Vedo un mondo dove le norme saranno sempre più controllate e rispettate, e le grandi aziende, come la nostra, saranno ben posizionate per cogliere nuove opportunità. Credo fortemente nei giovani e nelle loro capacità. Sono loro il futuro del nostro settore".
Con una strategia chiara e una forte attenzione alle persone, Colabeton è pronta, insieme a Mastri 4.0, ad affrontare le sfide del futuro e a continuare a crescere nel mercato globale.

























