Mastri 4.0 protagonista al premio Myllenium Award 2024

Un premio per la volontà e l’impegno dimostrato a disegnare il proprio futuro. Il giovane studente della scuola Mastri 4.0 ad aver ricevuto quest’anno il Premio Myllennium Award è Martin Ezequiel Ribeiro. Una soddisfazione enorme per l’Academy di Impredo che dimostra ancora una volta di saper indirizzare i giovani verso un percorso formativo e lavorativo come mai nessuna scuola ha fatto prima. La cerimonia di premiazione si è svolta in due tempi: la mattina nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, dove erano presenti tutti i vincitori e, per Mastri 4.0, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Founder di Impredo, Daniele D’Orazio, la Dirigente Scolastica del CPIA3 di Roma (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), Ada Maurizio, e la coordinatrice del progetto Mastri 4.0, Loredana Mesterca

Il programma della cerimonia è poi proseguito nel corso di una splendida serata a Villa Medici. A presentarla il giornalista Pierluigi Pardo e Marta Filippi. Presente anche il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

La storia di Martin

L’emozione di Martin era evidente: “Il fatto di essere lì, su quel palco, l’ho vissuto come qualcosa di incredibile – ha detto il ragazzo dopo la premiazione. Ero entusiasta di incontrare i vincitori delle altre categorie e di avere l’occasione di vedere persone importanti sul palco e tra il pubblico. Francamente, fino a questo momento, non mi ero reso conto di tutti i progressi che ho fatto negli ultimi mesi; ero semplicemente concentrato sull’andare sempre avanti. Certo, ora che ho guardato indietro, è un bel po’ di strada e sembra incredibile anche a me”.

Significative le parole pronunciate da Martin sul palco: Ho desiderato ricordare e ringraziare il ruolo fondamentale che hanno avuto nel mio percorso l’incontro con il CPIA di Ladispoli e con la scuola Mastri 4.0, che non mi hanno mai lasciato da solo, facendomi sentire sempre parte di una famiglia”.

Loredana Mesterca, coordinatrice del progetto Mastri 4.0 per Impredo, ha dichiarato: Ho conosciuto Martin solo qualche mese fa, presso il CPIA di Ladispoli, e ricordo benissimo la prima impressione che ebbi: un ragazzo empatico e dal cuore buono, con un’immensa forza di volontà e fiducia. E non mi sbagliai, perché tanti sono i passi che Martin ha fatto da quel dì, che l’hanno fatto distinguere all’interno della scuola Mastri 4.0, e che oggi l’hanno portato a vincere il Premio Myllennium Award 2024. Ringrazio Martin per la fiducia che ha posto in noi, dandoci la possibilità di tracciare la migliore traiettoria per lui”.

Un premio per il futuro

Myllennium Award è il primo premio multidisciplinare italiano per giovani dai 18 ai 30 anni. È un laboratorio permanente per la valorizzazione del talento delle nuove generazioni e l’inserimento nel mondo del lavoro. Merito e giveback sono i valori del contest, dedicato ai giovani con un talento in ambito artistico, cinematografico, musicale, imprenditoriale, giornalistico o sportivo, o che cercano risorse per frequentare un master o un tirocinio formativo. Tra le diverse sezioni, MyBRICKS è quella ad honorem nata in collaborazione con la scuola Mastri 4.0 di Impredo che favorisce lo sviluppo e la crescita dell’eccellenza della manodopera edile italiana e l’inclusione sociale.

L’obiettivo comune è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro attraverso la formazione specialistica. Ogni anno sono premiati i migliori giovani under 30, distintisi nel percorso di formazione professionale organizzato dalla scuola Mastri 4.0, con un contratto di lavoro a tempo determinato offerto da Impredo o dai suoi partner.

Obiettivo giovani

Il premio nasce dalla Fondazione Barletta, che ha l’obiettivo di ricercare tra le nuove generazioni coloro i quali si distinguono per coraggio e ambizione, fornendo opportunità concrete e sostegno economico per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La Fondazione si rivolge a tutti coloro che credono nel cambiamento, attraverso la cultura dei valori, la multidisciplinarietà di ambiti e l’impegno responsabile.

Vedere Martin sul palco del Myllennium Award, dopo tanto lavoro condiviso negli ultimi mesi, mi ha fornito la prova che tutto si può raggiungere, quando le condizioni sono giuste e la volontà di cambiare il proprio percorso di vita è alta” – ha detto Loredana Mesterca.

Per riprendere le parole di Paolo Barletta, Presidente Myllennium Award e CEO del Gruppo Barletta: “Se voi avrete costanza, riuscirete a raggiungere qualsiasi obiettivo!”

Un messaggio che Martin ha voluto lanciare ai ragazzi dei CPIA: “ A tutti i giovani che entrano a far parte della scuola Mastri 4.0, vorrei dire di non aver paura e di dare fiducia, perché l’ho imparato vivendolo: Mastri 4.0 ti dà la sicurezza, la fiducia in sé stessi, il desiderio di progredire perché non ti lasciano solo, è come se avessi sempre una seconda famiglia. E’ così si acquista sempre più motivazione per il raggiungimento di nuovi obiettivi”.

La conferma della sezione MyBRICKS anche per quest’anno vuol dire continuità per Mastri 4.0. “Significa – conclude Loredana Mesterca - che il lavoro che stiamo portando avanti è concreto e dà una prospettiva reale per il futuro di tutte le persone che ogni mese incontriamo nei CPIA. E’ la forza e lo stimolo per fare sempre meglio”.


Donne in edilizia: la storia di Flavia

L’edilizia parla sempre di più il linguaggio delle donne. Negli ultimi anni, infatti, la presenza femminile nei cantieri è aumentata in modo significativo. Secondo ItaliaOggi,  il numero delle donne impiegate in edilizia è cresciuto del 50% rispetto al 2020. Questa tendenza riflette un cambiamento più ampio e globale, con sempre più donne che scelgono di intraprendere carriere in questo settore tradizionalmente dominato dagli uomini.

Donne in cantiere: l'Italia e il resto del mondo

Secondo l’ISTAT, le donne rappresentano circa il 9% della forza lavoro nel settore delle costruzioni in Italia. La maggior parte si occupa di ruoli amministrativi o tecnici, con una presenza significativamente minore nei ruoli manuali e operativi.

Negli Stati Uniti, le donne rappresentano circa il 10% della forza lavoro nel settore delle costruzioni, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (BLS). In Europa, la percentuale varia da paese a paese, ma generalmente si aggira intorno al 10-12%.

Globalmente, le donne tendono a occupare posizioni in gestione di progetto, sicurezza sul lavoro e ruoli tecnici, piuttosto che lavori manuali o operativi sul campo. Tuttavia, c'è un crescente numero di donne che intraprendono carriere come ingegneri edili, architetti e capi cantiere.

Le principali sfide che le donne affrontano nel settore delle costruzioni includono stereotipi di genere, discriminazione e mancanza di rappresentanza nei ruoli di leadership. La conciliazione tra lavoro e vita privata poi è un'altra sfida significativa, data la natura spesso impegnativa e flessibile del lavoro in cantiere.

Organizzazioni come la National Association of Women in Construction (NAWIC) negli Stati Uniti promuovono l'empowerment delle donne nel settore delle costruzioni attraverso programmi di mentoring, networking e formazione. L'International Labour Organization (ILO) e altre entità promuovono politiche d’inclusione e parità di genere nei settori industriali, compreso quello delle costruzioni. Anche in Italia esistono varie iniziative e programmi promossi da associazioni di categoria e sindacati per favorire l'ingresso delle donne nel settore delle costruzioni. Tra queste c’è anche l’Academy creata da Impredo, la scuola dei mestieri Mastri 4.0. Una scuola che rappresenta un esempio concreto di come le donne possano accedere a formazioni specializzate nel settore dell'edilizia. Un esempio? Flavia Russo, una studentessa di 22 anni, che ha recentemente terminato il corso di operaio specializzato in alta tensione presso Mastri 4.0.

La storia di Flavia

"Tutto è nato perché ho frequentato la scuola da elettrotecnico - racconta Flavia - e il mio professore ha pensato che io avessi un’intelligenza e una capacità in quest’ambito lavorativo e mi ha fatto conoscere Mastri 4.0. Anche se poi a me questo mondo ha sempre affascinato. Il corso fatto con Mastri 4.0, presso ELIS, mi ha permesso di avere più informazioni e andare nel dettaglio sul tema della sicurezza e su tutto quello che riguarda il lavoro in cantiere. E la pratica mi ha affascinato; anzi, è stato quello che mi ha fatto capire meglio tutto quello che abbiamo studiato".

Flavia sottolinea come il sostegno dei compagni di corso sia stato fondamentale, mentre ha dovuto affrontare inizialmente lo scetticismo da più fronti: "Non è stato facile per me in quanto donna. Più volte mi è stato fatto notare che questo è un lavoro prettamente maschile, mentre dai miei compagni di corso ho sempre avuto il massimo sostegno. Probabilmente è un problema di mentalità, perché non ti aspetti di vedere una donna che fa l’operaio di alta tensione salendo in altezza sui tralicci. Forse per una questione di forza fisica che sì, ci vuole, ma anche una donna può farlo perché anche una donna può essere forte fisicamente. Arrivata alla fine del corso, si sono ricreduti e la soddisfazione del mio perseverare è stata comune.”

Lavorare in altezza

La prima volta sul traliccio non è stata una passeggiata:Certo, la prima volta che lo guardi dal basso verso l’alto, un po’ di timore te lo mette – dice Flavia - ma una volta arrivata su, mi sentivo tranquilla. Non ho avuto più timore dopo, quando ci sono risalita”.

Il tecnico specializzato in alta tensione è sicuramente un lavoro che richiede una forza fisica importante, ma non impossibile per le donne. Flavia l’ha dimostrato: “Vorrei che l’Italia uscisse dalla mentalità che le donne non possono fare questo tipo di lavoro. Negli Stati Uniti, le donne che salgono sui tralicci dell’alta tensione ci sono e anche da molto. Dobbiamo sempre dimostrare che possiamo fare certe cose, anche se considerate prettamente maschili”. Flavia è sicura e lancia un messaggio a tutte le ragazze che come lei hanno passioni lavorative viste come prettamente maschili: “Non dobbiamo mai farci abbattere, perché possiamo arrivare ancora più lontano dell’oltre”.


Colabeton: la storia del calcestruzzo italiano

Quando si parla di eccellenza nel settore del calcestruzzo in Italia, Colabeton è un nome che spicca. Con una storia che risale al 1987, quest’azienda umbra ha saputo crescere e consolidarsi nel tempo, diventando il terzo gruppo nazionale nella produzione di calcestruzzo.

La storia

Colabeton nasce a Gubbio, in Umbria, e da subito ha iniziato ad acquisire altre società per espandere la sua presenza nel mercato. Due acquisizioni fondamentali sono state quelle in Toscana e nelle Marche, che hanno permesso all'azienda di crescere e affermarsi come un perno fondamentale nel settore. Oggi, Colabeton è una realtà nazionale, con una produzione che risponde alle esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità e all'innovazione.

Il successo di Colabeton non si basa solo su una solida strategia di espansione, ma anche sulle persone che vi lavorano. La figura più rilevante è l’operatore d’impianto. Come spiega Luca Briganti, direttore delle vendite di Colabeton: L'operatore d’impianto moderno è molto diverso da quello del passato. Oggi deve essere una persona con un percorso tecnico meccanico e digitalizzato. Non si tratta più di semplici bottoni da premere, ma di gestire sistemi complessi tramite PC, pianificare il lavoro e rispondere alle esigenze dei clienti", spiega Briganti. "Questi operatori devono essere preparati e avere una grande responsabilità, perché il loro lavoro è fondamentale per la qualità del prodotto finale".

La partnership con la scuola Mastri 4.0.

La necessità di trovare figure professionali specializzate, come quelle degli operatori d’impianto, ha spinto Colabeton a far parte della famiglia Mastri 4.0.

"L'obiettivo è avere personale preparato e specializzato – spiega Briganti -. Facciamo fatica a trovare operatori qualificati, soprattutto in alcune aree come Milano. La strada scelta da Mastri 4.0, quella di formare giovani operai evoluti, è fondamentale per il nostro settore. Vogliamo mettere in aula ragazzi giovani e prepararli per le sfide future".

Sostenibilità e Innovazione

Colabeton non è solo sinonimo di qualità, ma anche di sostenibilità. La produzione di calcestruzzo è attentamente normata e l'azienda è impegnata nel ridurre l'impatto ambientale dei suoi processi. "Per noi, la sostenibilità significa riutilizzare acqua e materiali come il calcestruzzo, ridurre gli sprechi e migliorare le performance dei nostri prodotti", spiega Briganti.

Guardando al futuro della professione, e in particolare della produzione di calcestruzzo, il direttore vendite di Colabeton, Luca Briganti, è ottimista: “Vedo un mondo dove le norme saranno sempre più controllate e rispettate, e le grandi aziende, come la nostra, saranno ben posizionate per cogliere nuove opportunità. Credo fortemente nei giovani e nelle loro capacità. Sono loro il futuro del nostro settore".

Con una strategia chiara e una forte attenzione alle persone, Colabeton è pronta, insieme a Mastri 4.0, ad affrontare le sfide del futuro e a continuare a crescere nel mercato globale.


Formazione e lavoro: Mastri 4.0 fa scuola nel decennale di Impredo

Per costruire il futuro si deve partire dalle basi: formazione e lavoro sono temi strettamente collegati ed esattamente su queste due parole Impredo ha realizzato la prima di quattro tavole rotonde messe in campo per celebrare i 10 anni di attività dell’azienda.

Lo scorso 11 aprile si è svolta a Roma, nell’Aula Mastri della sede di Impredo, la tavola rotonda intitolata: Formazione e sviluppo nel settore edile - plasmare il mastro edile attraverso scuole di formazione specifiche per creare nuova forza lavoro. Intorno al tavolo, per discutere l’argomento della formazione legato alla scuola Mastri 4.0, hanno parlato: Loredana Mesterca, Responsabile del progetto Mastri 4.0; Dott.ssa Ada Maurizio, Dirigente scolastica CPIA3 di Roma e capofila degli altri CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) del progetto Mastri 4.0; Dott.ssa Ornella Volpicelli, ex dirigente scolastica CPIA1 e supervisore del progetto; l’Arch. Antonio Crea, Amministratore Unico di VETRITALIA, azienda partner del progetto Mastri 4.0, e la Dott.ssa Alessia Pudico, Bussiness Development Manager del centro formativo ELIS, ente non profit e partner di Mastri 4.0.

Il progetto Mastri4.0: scuola - formazione - lavoro

La scuola è un’iniziativa di grandissima rilevanza per tutto il settore delle maestranze edili – ha spiegato Loredana Mesterca - e un modello valido per il reperimento di risorse adeguate anche per altri tipi di profili. Il progetto finora costruito, rappresenta una vera e propria innovazione all’interno del settore della formazione delle professioni ed esprime appieno la sensibilità che il nostro Ministero dell’Istruzione sta dimostrando attraverso il collegamento sinergico tra il mondo della scuola e quello della formazione e del lavoro”.

La Dott.ssa Ada Maurizio ha spiegato il ruolo dei CPIA, sempre più fondamentali nel progetto dell’Academy di Impredo: “Si tratta di percorsi di apprendimento paralleli e differenti – ha spiegato nel suo intervento -. Come sappiamo, nei CPIA, si erogano corsi d’italiano per stranieri e corsi di primo livello (ex licenza media) e del primo biennio del grado superiore. I contenuti, gli obiettivi e gli esiti sono definiti dal Ministero dell’Istruzione. La formazione di Mastri 4.0 è erogata da enti e organizzazioni esterne al CPIA e mira a far acquisire ai corsisti abilità e conoscenze utili al lavoro che andranno a svolgere. Il CPIA ha un ruolo strategico per favorire e sostenere l’apprendimento permanente, cioè tutte quelle attività formative rivolte alla popolazione adulta. Per mandato istituzionale, quindi, il CPIA può stipulare accordi con soggetti pubblici e privati per ampliare l’offerta formativa attraverso iniziative che tengano conto del contesto sociale, culturale ed economico”.

Il metodo innovativo delle interviste

Per la Dott.ssa Ornella Volpicelli, supervisore nel corso dei colloqui con gli studenti, è importante raccogliere le informazioni personali degli studenti per avere un quadro completo basato non solo sulle loro conoscenze:Le interviste si assomigliano tutte nel tipo di dati che noi cerchiamo – spiega Ornella Volpicelli -. Non si assomigliano mai nella qualità unica delle esperienze riferite dal candidato. Pertanto, ogni intervista è unica e spesso, a causa del processo migratorio, inimmaginabile per noi nella ricchezza. I candidati cercano tutti di migliorare il livello di dignità dei loro diritti contrattuali, generalmente insufficienti per un’industria 4.0. Se l’industria evolve i contratti non possono, come invece fanno, retrocedere sul campo dei diritti e della dignità. Gli utenti non hanno preclusioni sul tipo di lavoro. Conoscono il progetto Mastri 4.0 e la sua natura edile e sono pieni di fiducia nel settore, nella sua modernità e nei possibili futuri sviluppi. Quello che noi desumiamo è il totale degli anni di educazione, la qualità di questa, il plurilinguismo con dettagliati livelli, le aspirazioni, le motivazioni e le urgenze personali e familiari. In definitiva, il ruolo del supervisore è sfumato, sottile, intuitivo, e di grande esperienza. La sintonia con la rappresentante di IMPREDO, Loredana Mesterca, è totale: durante l’intervista viene costruita la trama e lei suggerisce fabula e intreccio secondo le offerte di lavoro disponibili”.

L'importanza di ogni elemento

La collaborazione con la scuola di formazione Mastri 4.0 si colloca proprio in questa linea d’intervento: realizzare progetti integrati d’istruzione e di formazione attraverso il raccordo con agenzie formative pubbliche e private. Inoltre, all’aspetto formativo si aggiunge quello di orientamento al lavoro, che favorisce l’incontro tra bisogni del territorio di specifici profili professionali e bisogno occupazionale degli utenti adulti dei CPIA.

La formazione in senso stretto è svolta in collaborazione con ELIS, come ha spiegato la Dott.ssa Alessia Pudico, che ha portato all’attenzione dei partecipanti un recente successo del progetto: “Nel mese di maggio 2022, in collaborazione con Impredo Academy, ci siamo occupati della formazione di 25 ragazzi provenienti dal CPIA di Roma. Si trattava di ragazzi e ragazze di diverse nazionalità. Nonostante si trattasse perlopiù di argomenti nuovi e sconosciuti alla maggior parte di loro, si sono messi in gioco mostrando impegno, motivazione e volontà ad apprendere, facendo emergere in maniera variabile il valore delle esperienze di vita affrontate fino a quel momento. La formazione riguardava la costruzione di cappotti per l’isolamento termico degli edifici ed è stata strutturata in una parte teorica e una pratica.”

Le voci dal mondo del lavoro

VETRITALIA, azienda leader nella lavorazione e trasformazione del vetro piano e curvo, con una linea di produzione completa, è un’azienda di riferimento nel panorama nazionale e partner della scuola Mastri 4.0.

 Per noi la manodopera è tutto – ha spiegato l’Arch. Antonio Crea, Amministratore Unico Vetritalia- e, come altre aziende, siamo sempre alla ricerca di persone qualificate. Abbiamo sposato il progetto Mastri 4.0 perché offre quest’opportunità. Oggi è difficile trovare delle soluzioni adeguate; soprattutto per chi, come noi, porta avanti un mestiere artigianale”.

Ad assistere alla conferenza stampa, un parterre formato da diversi partner di Mastri 4.0 e un gruppo di studenti in corso di formazione.


Il processo selettivo di Mastri 4.0: è il metodo a fare la differenza

Negli ultimi due anni, la scuola Mastri 4.0, ha rappresentato una possibilità concreta per molti studenti che hanno trovato una via per integrarsi professionalmente e culturalmente nel tessuto lavorativo. I punti di forza del progetto sono molti, ma tutto parte e si sviluppa dal metodo con cui vengono svolte le interviste narrative, i colloqui che gli studenti affrontano con i professori di Mastri 4.0., appositamente formati. Ma chi sono gli studenti e come sono svolte le interviste?

Un metodo innovativo

Con una banca dati, che ad oggi conta 228 persone, di cui 158 uomini e 70 donne, il progetto si è distinto per la sua capacità di coinvolgere individui provenienti da diversi angoli del mondo - dall'Italia all'Africa, dalle Americhe all'Europa orientale e all'Asia meridionale - offrendo loro strumenti concreti per un inserimento lavorativo qualificato.

L’età degli studenti varia ampiamente, testimoniando l'approccio inclusivo del progetto, che non conosce barriere generazionali. Con un livello d’istruzione che spazia dalla licenza media alla laurea in campi diversificati come giurisprudenza, ingegneria, informatica e scienze dell'educazione, Mastri 4.0 si conferma come un progetto dall'ampio respiro culturale e professionale.

La chiave di volta del successo di Mastri 4.0 risiede nella metodologia delle sue interviste. Un metodo innovativo quanto semplice, così come spiega Claudia Sabatano, Direttore scientifico del progetto: “E’ importante l’approccio narrativo che s’ispira a consolidate teorie pedagogiche italiane, per generare un legame empatico con gli studenti. Questo metodo, permette di entrare nella storia personale degli studenti, approcciando le loro difficoltà e le esperienze, spesso dolorose, che li hanno portati in Italia”.

"La nostra è un'intervista profonda – spiega Claudia Sabatano - un dialogo che va oltre il semplice scambio d’informazioni, per toccare le corde dell'esperienza personale. E il nostro staff, sempre sotto la mia supervisione o di quella delle mie colleghe, è addestrato per gestire questi momenti con la massima cura”.

Le interviste, cardine del progetto

Il progetto Mastri 4.0, inoltre, si distingue per l'applicazione di una matrice pedagogica rivolta a soggetti migranti. Un approccio innovativo nel panorama educativo e professionale italiano. "I docenti conducono 6/8 sessioni d’interviste al mese, con 12 studenti per sessione. Siamo attivamente coinvolti nella formazione di questi docenticontinua Claudia Sabatano -; con 80 studenti intervistati al mese, il processo è intenso ed i risultati concreti”.

Le interviste non sono fini a sé stesse, ma il primo passo di un percorso che conduce gli studenti dalle aule scolastiche alle aziende partner, dove le loro competenze vengono messe alla prova in contesti reali. Questi colloqui, che durano dai 30 minuti ad un'ora, sono solitamente unici, ma alcuni studenti possono essere richiamati per un approfondimento, segno dell'attenzione personalizzata che il progetto dedica a ogni singolo individuo. Dopo l'intervista, il lavoro prosegue per trovare la corrispondenza ideale tra studente e azienda. E il supporto di Mastri 4.0 non si ferma all'assunzione: se emergono difficoltà, le aziende possono contattare la scuola per un supporto continuativo. "Questo follow-up è essenziale - afferma la Sabatano -. È ciò che ci fa distinguere ed è il motivo per cui tante aziende cercano i nostri studenti."

È il metodo a fare la differenza nella scuola Mastri 4.0, un metodo che viene applicato fin dal primo incontro con lo studente. Perché l’obiettivo del progetto è creare una rete di supporto professionale e umano che promuova l'inclusione attiva nel mercato del lavoro. È una storia di successo che continua a scrivere nuovi capitoli, uno studente alla volta.


Tentellini Impianti è la new entry nel progetto Mastri 4.0.

Ha solcato mezzo secolo di storia nell’idraulica l’azienda che da oggi entra a far parte della grande famiglia di Mastri 4.0: è la Tentellini Impianti, fondata nel 1965, a Roma. Negli anni, l’azienda passa di padre in figlio ed oggi al timone c’è il Dott. Francesco Tentellini, CEO dell'azienda ed Alessandro Tentellini, CFO aziendale, entrambi portavoce di quella tradizione familiare che si fonde con lo sguardo innovativo nel settore.

“L’attività ha inizio nel 1965 – spiega il Dott. Francesco Tentellini, CEO dell’azienda - il suo avvio ha come origine l’unione di due figure, mio padre e un socio, che insieme si occupavano di piccoli lavori e manutenzioni, sempre nel campo dell’idraulica. Il loro primo mezzo di lavoro utilizzato per gli spostamenti ed il trasporto dei materiali era una vespa, con la quale riuscivano a soddisfare le esigenze. Pian piano si trasformano ed iniziano ad avere un dipendente, per poi passare a due e poi tre, incrementando così l’attività e spostandosi su un mercato che consentisse l’accesso a lavori di diverso spessore. La crescita dell’azienda continua: io entro in pianta stabile nel 1987. Nel 2005 viene a mancare mio padre e, insieme a mio fratello, che nel frattempo era entrato nell’attività, proseguiamo gradualmente nella crescita consolidandola ulteriormente”.

Dalla semplice vespa carica di attrezzi e materiali, l'azienda ha tracciato una parabola ascendente, ora arricchita dall'impegno dei figli della famiglia, e da un team di 76 persone, tra dipendenti e collaboratori.

Benessere ed innovazione

La visione di Tentellini va oltre il mero profitto, "La nostra mission aziendale è rivolta al benessere e all’armonia di tutti coloro che fanno parte dell’azienda e poi alla ricerca dell’innovazione nei sistemi impiantistici", afferma il Dott.  Francesco Tentellini, sottolineando un approccio olistico che abbraccia il benessere dei dipendenti e l'efficienza energetica. Non siamo “fanatici” dell’esasperazione riguardo ciò che concerne l’ambiente e la conservazione – afferma - perché riteniamo utopia il raggiungimento di alcuni valori. Anzi, a volte riteniamo che occuparsi eccessivamente di ambiente diventa per le aziende solo un fatto puramente riconducibile al marketing o alla promozione di sé stessi. A noi piace sostenere che le nuove energie che, di volta in volta sono utilizzate per migliorare l’ambiente, altro non sono che energie che ne peggiorano un altro, per essere prodotte”.

Il servizio clienti si configura come un percorso sinergico, dalla comprensione delle esigenze alla realizzazione d’impianti che incarnano l'avanguardia tecnologica e l'attenzione all'eco sostenibilità. L'azienda non si limita alla costruzione d’impianti, ma segue i progetti dalla manutenzione alla verifica dell'efficienza, in un ciclo virtuoso che vede la collaborazione con i produttori per testare e migliorare nuovi prodotti.Oltre ad essere un’azienda che costruisce impianti – spiega il CEO - ci occupiamo anche di programmi di manutenzione e questo ci permette anche di testare ciò che realizziamo, i progetti attraverso i quali costruiamo ed i componenti che sono utilizzati, scegliendo così di volta in volta ciò che di più innovativo e sostenibile il mercato propone”.

Italia e resto del mondo

Il portafoglio di Tentellini è un mosaico di realizzazioni, che spaziano dall'Italia a contesti internazionali, con progetti che vanno da impianti meccanici a soluzioni innovative per la qualità dell'aria, da interventi sul patrimonio culturale a progetti infrastrutturali in Africa. Tra i lavori più significativi eseguiti dall’azienda, il Dott. Francesco Tentellini ricorda soprattutto l’aver ridato vita alle fontane dell’Adriatico e del Tirreno, presso il complesso del Vittoriano, intervenendo su impianti del 1938, riprogettando gli stessi, senza poter accedere agli archivi dove un tempo erano depositati i progetti e ormai scomparsi”.

La collaborazione con Mastri 4.0 s’inserisce in questo scenario come una nuova frontiera, unendo le forze per la formazione pratica nel settore dei mestieri. Ma qual è il profilo del lavoratore utile alla Tentellini Impianti? “Lavoratori, innanzitutto, che non frequentino la scuola perché obbligati dai genitori per occupare la giornata – spiega il CEO dell’azienda -. Lavoratori che abbiano ambizione nella conoscenza e nella crescita. Giovani che non hanno deciso di avere un limite nella professione futura. Persone curiose di arrivare a capire cosa ci sarà dopo”.

Il futuro, il Dott. Francesco Tentellini, lo immagina ricco di opportunità, con un ritorno alle energie tradizionali ripulite dalla tecnologia moderna, ed una nuova attenzione alla qualità dell'aria che respiriamo. Con Mastri 4.0, Tentellini Impianti investe in un percorso di crescita e formazione, rafforzando il proprio impegno verso un futuro sostenibile ed innovativo.


Formazione e lavoro: la forte sinergia tra Mastri 4.0 ed i CPIA

L’unione fa la forza ed è il caso di dire che l’unione tra la scuola Mastri 4.0 ed i CPIA, i Centri Provinciali di Istruzione per gli Adulti, ha una forza dirompente.

Presentato con entusiasmo a FIERIDA 2024 a Milano, il progetto ha ricevuto feedback positivi ed un'accoglienza favorevole da molti CPIA sparsi sul territorio italiano. Mastri 4.0 si evolve: da semplice scuola dei mestieri sta diventando “il progetto”, in grado di unire formazione e lavoro come mai nessuna scuola prima era riuscita. Già dal primo mese del 2024, Mastri 4.0 ha mostrato tassi d’impegno significativi tra i suoi attori, un indizio che fa ben sperare per i risultati futuri.

La collaborazione preziosa con i CPIA

Un aspetto fondamentale di Mastri 4.0 è la sinergia con i CPIA, che garantisce una struttura formativa solida durante tutto il percorso formativo. La professoressa Ornella Volpicelli, con una lunga esperienza come insegnate e Dirigente Scolastica, ha seguito il progetto fin dall’inizio ed ha spiegato i meccanismi sinergici tra CPIA e la scuola dei mestieri: “Prima dell'ingresso nel programma, i candidati hanno già completato semestri di studio presso i CPIA, ottenendo titoli riconosciuti come la licenza media o equivalente, oppure dimostrando, anche attraverso interviste, una solida formazione pregressa.

È interessante notare – continua Volpicelli - che il progetto è aperto a tutti, italiani e stranieri, giovani e adulti, anche coloro che intraprendono percorsi di studio in età differente. Inoltre, molti candidati, soprattutto stranieri, provengono da contesti in cui hanno già acquisito qualifiche professionali elevate, come lauree, nei loro paesi di origine. I corsi dei CPIA sono organizzati in modo tale da offrire flessibilità agli studenti, con possibilità d’ingresso e uscita a semestre; mentre, il progetto Mastri 4.0, organizza formazioni di circa quattro settimane, sia a distanza che in laboratori ed in cantiere”.

La formazione in laboratorio è supportata da un protocollo d’intesa con il Centro Regionale di Formazione ELIS, mentre la formazione in cantiere è gestita direttamente dalle ditte contraenti, i partner del progetto, coloro che richiedono i lavoratori specializzati.

Il futuro della scuola

Mastri 4.0 è in crescita continua e, soprattutto, mira a consolidare e stringere nuove partnership con aziende di vari settori, mantenendo l'apertura ad un ampio spettro di profili professionali

Il progetto si prepara così ad un futuro in cui, la collaborazione tra istituzioni formative, aziende e professionisti, crea un ecosistema virtuoso di apprendimento, aggiornamento professionale ed inclusione lavorativa, con un impatto misurabile sulle comunità e sul mercato del lavoro.


Mastri 4.0: la nuova scuola

Il 2024 è l’anno della svolta per Mastri 4.0.

La scuola dei mestieri creata da Impredo Academy e realizzata grazie alla volontà di Daniele D’Orazio, Amministratore Unico di Impredo, in soli tre anni ha rivoluzionato il mondo della formazione edile. Oggi può contare su una valida squadra di professionisti tra professori, formatori e mastri, sui CPIA - Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, su partner solidi e soprattutto sulla grande volontà ed impegno di Daniele D’Orazio. L’obiettivo è valicare i confini regionali del Lazio e promuovere il progetto a livello nazionale, per creare una rete unica di formazione e accesso diretto al lavoro.

Un nuovo modello di scuola

La relazione che si è creata tra i CPIA del Lazio (sei su dieci finora quelli che aderiscono all’iniziativa), ed il progetto Mastri 4.0, ha avuto il merito di creare un percorso innovativo, un prototipo di scuola che unisce il mondo della formazione a quello del lavoro, un’idea mai realizzata prima in Italia.   

“L’edilizia ti rende libero – ha dichiarato Daniele D’Orazio nel corso di Fierida, il grande appuntamento annuale che unisce la Rete italiana d’istruzione per gli adulti (RIDAP) -  la cui ottava edizione si è svolta a Milano nel mese di Gennaio. “Se impari a fare un lavoro in questo campo – ha proseguito D’Orazio nel suo discorso di presentazione - puoi farlo ovunque nel mondo. Il futuro dell’edilizia è legato alla formazione: senza formazione non c’è possibilità di lavorare bene”.

Leggi anche: Mastri 4.0 e la scuola nazionale

Fierida è il più grande appuntamento sull’istruzione degli adulti in Italia e si rivolge a docenti, dirigenti, personale ATA dei CPIA e delle scuole secondarie con percorsi per adulti e, in generale, a tutti coloro che operano nel campo dell’educazione, della formazione e dell’apprendimento in età adulta. Quest’anno, nell’ottava edizione di Fierida, il progetto Mastri 4.0 è stato presentato per la prima volta ad una platea molto ampia.E’ una fiera particolare – afferma Ada Maurizio, Dirigente Scolastico CPIA3 del Lazio - dove le scuole per gli adulti raccontano la loro esperienza. Abbiamo presentato Mastri 4.0 davanti ad una sala gremita. C’è sempre molto interesse nel conoscere le esperienze degli altri, in particolare se sono collegate al mondo del lavoro. E Mastri 4.0 è una novità assoluta: Daniele D’Orazio ha visto lungo e la sua partecipazione a questo evento ha dimostrato ancora una volta che il suo non è solo un impegno economico, poiché il progetto è interamente finanziato da Impredo, ma è soprattutto un impegno morale di chi crede in qualcosa che può veramente fare la differenza”

Obiettivo nazionale

Sono 131 i CPIA in Italia dislocati tra le varie regioni. Valicare i confini del Lazio significa confermare la validità dell’Academy di Impredo. Claudia Sabatano, Direttore Scientifico di Mastri 4.0, non ha dubbi: “In tre anni abbiamo raggiunto risultati eccellenti e molto di più faremo quest’anno grazie ad una squadra rinforzata. Ma non nascondiamo le criticità. Tanto per cominciare dobbiamo fare in modo di inglobare nel progetto tutti i CPIA del Lazio. All’appello ne mancano quattro. L’idea poi è di sviluppare il progetto rendendolo un “modello elastico”, in grado di individuare gli aspetti innovativi sul piano didattico e pedagogico, nelle reti e nei rapporti con i territori. Un modello in grado di adattarsi alle diverse realtà regionali italiane”. 

Una delle domande più frequenti a Fierida è stata sulla compatibilità per gli studenti selezionati di unire lo studio alla formazione professionale. “Bisogna specificare che Mastri 4.0 è un percorso completo, perché prende in carico totalmente la persona – ha risposto Claudia Sabatano -. Valutiamo tutti gli aspetti, da quello psicologico a quello educativo, creando un accesso alla formazione tecnico-specialistica che una scuola “normale” non può dare. Mastri è una scuola diversa, perché si analizza il percorso formativo, umano, sociale e professionale dei ragazzi che incontriamo. Il nostro obiettivo è emancipare i soggetti mostrando loro la strada da percorrere. Le interviste sono eseguite da personale qualificato e formato appositamente”.

Mastri 4.0 non ha finanziamenti pubblici ma è interamente finanziato da Daniele D’Orazio. “La bellezza di avere un finanziamento privato – ammette Claudia Sabatano - è la libertà di scelta: io posso scegliere secondo la mia idea di formazione, non ho vincoli e mi posso muovere secondo quello che considero utile allo sviluppo del progetto”. 

L'impegno di Impredo e Daniele D'Orazio

Impredo quest’anno festeggia dieci anni di attività. Per Daniele D’Orazio è un compleanno importante reso ancora più speciale dall’evoluzione intrapresa dal progetto Mastri 4.0 che rientra nell’operato di società Benefit di Impredo. Una scuola che vuole diventare modello nazionale di formazione e lavoro aprendo così le porte del futuro a generazioni di giovani e adulti. 


L'Artigianato edile del futuro: tra innovazione e tecnologia

L’artigianato in Italia sta vivendo una rivoluzione silenziosa, ma profonda. La pandemia e l’evoluzione digitale hanno accelerato questa trasformazione, spingendo le imprese ad investire sempre di più nell’innovazione tecnologica, soprattutto in edilizia. Questo settore, oggi, affronta sfide come la sostenibilità ambientale, i progressi tecnologici ed anche la difficoltà nel trovare manodopera qualificata.

La nuova vita dell'artigiano

La rivoluzione che ha coinvolto la figura dell’artigiano è stata ben descritta da Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, nell’ultima Assemblea Generale svoltasi a dicembre. "L'Intelligenza artificiale deve essere governata dall'intelligenza artigiana” – ha dichiarato Granelli, sottolineando la necessità di utilizzare la tecnologia per esaltare la creatività e le competenze uniche degli artigiani italiani, piuttosto che soppiantarle.

Il ruolo dell'artigiano edile

L'industria edile in Italia, con oltre 123.000 aziende (più di 65.000 delle quali artigiane) e circa 500.000 lavoratori (148.000 artigiani), gioca un ruolo fondamentale nell'economia nazionale.

L'efficientamento energetico richiede l'adozione di nuove tecnologie e materiali, generando la necessità di competenze specializzate e la creazione di nuove professioni. Nonostante ciò, il settore soffre di una carenza di personale qualificato, con quasi il 70% di tecnici specializzati difficili da trovare. Per risolvere la questione, Confartigianato promuove la collaborazione con istituti tecnici e professionali e l'introduzione di figure edili come il Mastro Formatore Artigiano, introdotto nel contratto nazionale del lavoro dell'edilizia nel 2022. Una figura che valorizza il ruolo formativo dell'imprenditore edile artigiano, riconoscendo l'importanza della formazione sul campo e premiando le aziende che s’impegnano in questo senso.

L'esempio di Mastri 4.0

La scuola dei mestieri, creata da Impredo, è all’avanguardia perché svolge già questo compito. Mette in relazione il mondo della scuola con la formazione professionale, ed ha l’obiettivo di fornire manodopera specializzata alle aziende che lo richiedono. Un metodo vincente che, da luglio del 2021, anno del primo corso, ha aumentato il numero degli studenti e di scuole.

Per Marco Granelli, il futuro dell'artigianato edile risiede nella capacità di unire innovazione digitale e tradizione manifatturiera, creando prodotti e servizi che incarnino l'anima del made in Italy. In quest'ottica, la tecnologia non è un fine, ma un mezzo per esaltare le capacità dei mastri edili.


Mastri 4.0 mette le basi per diventare scuola nazionale

Nella splendida cornice dell’Hotel Villa Pamphili a Roma, lo scorso 30 novembre, è stato presentato il progetto Mastri 4.0.

La scuola di formazione nel settore delle professioni edili, ideata da Daniele D’Orazio, Amministratore Unico di Impredo, è stata accolta da entusiasmo e curiosità soprattutto per il metodo proposto, in grado di creare una sinergia inter-istituzionale tra scuola pubblica, formazione professionale ed imprese.

In un momento storico in cui la richiesta di personale specializzato nell’edilizia è particolarmente forte, ma l’offerta carente, la scuola Mastri 4.0 si pone come trait d'union per formare giovani operai specializzati, in grado di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro e soddisfare così le richieste specifiche delle aziende.

Relatori a confronto

Dopo una breve presentazione del progetto, la parola è passata alle diverse figure che, in questi due anni, hanno concretizzato di fatto la scuola Mastri 4.0.

Il primo a parlare è stato proprio Daniele D’Orazio, che ha spiegato com’è nata l’idea dell’Academy di Impredo e perché oggi è così importante creare percorsi formativi professionali: “La scuola dei mestieri, è il punto d’inizio della scuola dell’edilizia – ha dichiarato D’Orazio -. Tutto è iniziato durante il Covid, mentre ascoltavo il telegiornale che parlava dei fondi stanziati per il PNRR e di come sarebbero stati utilizzati in opere pubbliche. Ho pensato “Chi avrebbe realizzato tutte quelle opere?!”. La mattina dopo, mi sono svegliato con un’idea precisa in testa: nel nostro settore serviva un cambio generazionale ed anche veloce! La scuola nasce per questo: per creare nuove maestranze. Per realizzare il progetto avevamo bisogno di accedere ad un bacino di utenza ed i CPIA (Centri Provinciali di Istruzione per Adulti) sono stati il nostro punto di partenza, perché già disponevano di persone pronte ad essere formate”. Al momento sono sei i CPIA del Lazio coinvolti nel progetto, ma D’Orazio guarda avanti: “Il prossimo step – ha dichiarato – è stringere accordi in esclusiva con i CPIA nazionali, di tutte le regioni italiane, per ampliare così il nostro bacino di utenza e far diventare Mastri una “scuola nazionale”.

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Il talk è proseguito con le parole di Giuseppe Giordano, Direttore Generale di Edilcassa Lazio che, alla domanda cosa chiedono le aziende, ha specificato: “Oggi la richiesta più forte è quella di avere operai specializzati. Inoltre, è richiesto di saper lavorare in team, di fare squadra, perché è importante lo spirito collaborativo che si crea. Bisogna sempre ricordare che quando nasce un cantiere, nasce una famiglia. Per questo i vecchi mastri sono importanti, perché devono essere in grado di trasferire le competenze tecniche manuali, ma anche le competenze comportamentali”.

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Mastri 4.0: obiettivo lavoro

La parola è passata poi ad Alessandro Turco, responsabile della formazione in ELIS, Associazione no profit che forma persone al lavoro, con particolare attenzione a chi è socialmente ed economicamente svantaggiato. È stato lui a specificare su cosa si focalizzano oggi i corsi: “In questo particolare momento, individuiamo profili che abbiano interesse per una formazione di carattere manuale, principalmente professioni che possano essere svolte in cantiere, in officina, ma anche all’aperto, come ad esempio la carpenteria metallica o la movimentazione di mezzi. Ma anche elettricisti, in grado di lavorare in quota, sui tralicci dell’alta tensione. Questi percorsi – ha proseguito Alessandro Turco – rispecchiano le esigenze dell’impresa, perché nascono da un rapporto diretto con le stesse aziende. Abbiamo una serie di tavoli – ha concluso – che individuano il fabbisogno minimo nazionale in ogni settore specifico. Con queste informazioni costruiamo il dopo, ovvero, i corsi in grado di sfociare poi in una concreta proposta di lavoro”.

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A prendere la parola successivamente, è stata Ada Maurizio, dirigente scolastico CPIA3, che ha parlato del processo di selezione: “Il docente presenta il progetto in classe e poi si passa alla verifica dei requisiti necessari per accedere al corso. Bisogna essere maggiorenni, in regola con i documenti, soprattutto per gli stranieri, ed avere una competenza linguistica di livello medio alto, un B1. Ma la cosa più importante è la motivazione: mettersi in gioco totalmente, avere la voglia di prendersi la responsabilità ed avere la coerenza di seguire tutto il percorso fino alla fine. È un impegno importante – ha detto – e questo è un concetto che deve essere compreso”. Parlando poi del profilo base dello studente medio, Ada Maurizio ha specificato che “Ad oggi è ancora presto per definirlo. Possiamo dire che, al momento, è un uomo di età media, tendente al giovane, ed in buona salute fisica”. La scuola Mastri 4.0 ha avuto un merito importante per Ada Maurizio, soprattutto per quanto riguarda il pensiero dei professori che insegnano nei CPIA: “E’ nata una consapevolezza nuova – ha spiegato – ovvero, che i CPIA non servono solo ad istruire, ma possono realmente proiettare lo studente verso il mondo del lavoro”.

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Il futuro della scuola Mastri 4.0

 Il talk è continuato con l’intervento di Claudia Sabatano, Direttore Scientifico della scuola Mastri 4.0, che ha ricordato l’incontro fortuito con Daniele D’Orazio e la sua richiesta di aiutarlo a realizzare il progetto: “In appena due anni, la scuola si è trasformata – ha dichiarato – l’accordo con i CPIA ha permesso di allargare il bacino di utenza e sono stati tanti finora gli studenti incontrati”. Ma cosa può fare la scuola per le aziende del settore?

“Mastri 4.0 è la risposta alle aziende del settoreha spiegato Claudia Sabatano – proprio perché nasce da un founder edile, Daniele D’Orazio, e nasce con il criterio preciso di offrire un aiuto concreto”. I corsi operati da Mastri 4.0 sono on demand, e nascono esclusivamente sulla base delle richieste fatte dalle aziende. “Se ad esempio 2/3 aziende chiedono cappottisti – ha spiegato Claudia Sabatano – parte il corso specifico. L’operaio viene formato per il posto di lavoro che lo attende. Inoltre, la scuola incontra una specifica fascia sociale: le persone emarginate, i migranti che non saprebbero come fare per raggiungere le grandi aziende. Parliamo di professioni che, oggidì, sono snobbate dagli italiani - ha spiegato Claudia Sabatano - ma una persona che viene da un Paese lontano, come i rifugiati politici o persone richiedenti asilo, hanno invece l’opportunità di crearsi un percorso di vita”. E nel futuro della scuola si sta studiando la possibilità di aprirsi anche ai detenuti arrivati a fine pena, per offrire loro la possibilità di rivalsa e cambiare così la propria traiettoria di vita.

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Sopperire alla carenza di manodopera specializzata

A concludere il giro degli interventi è stato Giuseppe Pecora, Amministratore di SIMM s.r.l, che ha fatto una panoramica di come il mondo edile sia cambiato in poco tempo: “Nel 2020 eravamo al minimo storico, con i lavori fermi – ha spiegato – poi c’è stato il boom del lavoro edile, ma mancavano gli operai specializzati. Abbiamo grandi comunità di egiziani, ma anche nigeriani, che sono arrivati nel nostro paese e sono motivati a fare questo tipo di mestiere. In quanto alle figure – ha concluso – mancano tutte: da quelle classiche, come carpentieri, muratori, a quelle specializzate, senza escludere le nuove figure artigiane. Abbiamo preso un impegno per costruire in modo sostenibile, ma oggi mancano figure specializzate, anche per far fronte a questo importante cambio di passo”.

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