Una scuola che crea una sinergia unica che è poi la sua vera forza: l’incontro tra domanda e offerta di lavoro trovando il giusto candidato.

Il progetto Mastri 4.0 è nato dalla mente di Daniele D’Orazio e quando è partito, con un corso pilota nel 2021, aveva ed ha un duplice scopo: formare per insegnare un mestiere edile e offrire un’opportunità di cambiamento di vita a tutte quelle persone che si trovano ai margini della società. Contrastare la devianza giovanile e cambiare la traiettoria di vita delle persone. Per fare questo si è creato un team di esperti per selezionare i candidati al cui vertice c’è Claudia Sabatano, Direttore Scientifico di Mastri 4.0.

L’impegno per Mastri 4.0

Preside di liceo, con un’esperienza forte nel sociale a Napoli dove lavorava in progetti per i giovani nel contrasto alla camorra, Claudia Sabatano è letteralmente il braccio operativo di Mastri 4.0, e a due anni e mezzo dalla nascita della scuola, ha parlato della sua esperienza e delle prospettive per il futuro.

“La scuola è il sogno realizzato di Daniele D’Orazio – spiega Claudia Sabatano -. È una scuola sui generis e nasce da una serie di alleanze e persone diverse, dalle scuole pubbliche alle agenzie lavoro agli enti formazione. È una sinergia importante che ci ha portato risultati ottimi. Dopo due anni e mezzo posso affermare che Mastri 4.0 si è configurato come un grandissimo progetto di contrasto alla marginalità. Adesso, l’unico obiettivo è raggiungere un numero sempre maggiore di persone per rispondere poi alle richieste delle aziende che ora ci conoscono. Ditte che ci ringraziano e ci chiedono forza lavoro. Il pregio maggiore è proprio questo: siamo arrivati dove non si arriva, ossia fare il match tra domanda e offerta. Le scuole tradizionali, in questo non riescono”.

Per Claudia Sabatano Mastri è un’avventura bellissima che non smette di emozionarla: “Sono abituata a lavorare sodo – racconta – e difficilmente avrei accettato di collaborare a Mastri 4.0 se non avessi raccolto in Daniele D’Orazio una grande idea e intenzione”. Spiega che sono le persone che fanno la differenza e di come ci si pone ad ascoltarle: “Io vengo da Napoli e lavoravo a progetti di contrasto alla camorra – racconta Claudia Sabatano -. C’erano le famose 4D, ovvero: difficoltà, disagio devianza, delinquenza. Bisogna intercettare le persone che si trovano in difficoltà, solo così si possono salvare. Per Mastri ho intervistato uno studente, laureato in matematica, che è stato imprigionato in Libia con la famiglia per un anno. L’ho incontrato a Gennaio del 2022 e ad Aprile ha iniziato a lavorare. A maggio ha ricevuto il suo primo stipendio. Un record. Mastri funziona così, on demand: noi attiriamo le interviste e cerchiamo studenti da formare rispetto a offerte di lavoro già presenti. Molti di loro mi chiamano “maestra” e per me è molto significativo”.

L’importanza dell’ascolto

L’impegno nel comprendere le persone fa la differenza nei colloqui di Mastri. Racconta Claudia Sabatano: “Una volta ho intervistato una donna, immigrata, da dieci anni in Italia, che mi ha dichiarato un’età ma a me sembrava più anziana. Vedendo la mia perplessità è scoppiata a piangere perché non sapeva quanti anni avesse veramente. Mi ha spiegato che in Sudafrica scrivono una data solo perché serve, ma non corrisponde quasi mai a verità. Così ci siamo impegnati per avere una data certa: un lavoro di ricostruzione complicato che alla fine ci ha portati a scoprire che aveva dieci anni in meno rispetto ai dichiarati. Questo per dire che non ci si può occupare del lavoro se prima non ci si occupa delle persone. Mastri ricostruisce una traiettoria esistenziale, è una scuola per come dovrebbero essere tutte le scuole, ossia dei luoghi dove trovare se stessi, la propria realizzazione”.

Trovare il candidato giusto per il posto di lavoro richiesto. La risposta delle aziende al progetto Mastri è stata immediata. Da noi è sempre buona la prima – spiega sorridendo Claudia Sabatano -. Quando noi presentiamo i nostri ragazzi, le aziende li inseriscono subito. È una collocazione sicura, non un tentativo perché hanno bisogno di persone da tenere in quel posto. Il nostro lavoro è più accurato a monte perché così a valle c’è un plus per l’azienda ricevente. D’altro canto, se l’azienda non propone offerte valide per i ragazzi siamo noi a non accettarle. C’è un’etica molto precisa nel nostro lavoro”.

I progetti futuri

In due anni e mezzo di corsi, quasi la totalità degli allievi dell’Academy ha trovato lavoro. Non ci sono mai stati casi di abbandono o che uno degli allievi non sia stato adatto al posto richiesto. Questo è un grande risultato per il Direttore Scientifico di Mastri 4.0. e pone nuove basi per un futuro ricco di opportunità. Infatti, la scuola si aprirà presto ai detenuti giunti a fine pena e sta già lavorando per l’inserimento delle donne in settori specifici come il food. “La logica di Mastri è sostenere soprattutto il settore edile in senso allargatissimo – spiega Claudia Sabatano – ma di sorreggere anche i discorsi di marginalità per dare opportunità anche al femminile. Ora si sta lavorando per gli addetti alla sala e al bar per cui c’è una grande richiesta e siamo stati coinvolti per inserire persone in questo circuito. Inoltre, noi vorremmo lavorare con i detenuti a fine pena che appena usciti possano avere già un’opportunità lavorativa. Sto discutendo con i CPIA che hanno il compito di offrire il servizio ai detenuti. Inizieremo dalle strutture carcerarie del Lazio con l’idea di creare un modello che potrà poi essere applicato ovunque”.

Un futuro impegnativo per l’Academy di Impredo che si evolve e mira a “fare scuola” anche oltre i propri confini.

 

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