L’artigianato in Italia sta vivendo una rivoluzione silenziosa, ma profonda. La pandemia e l’evoluzione digitale hanno accelerato questa trasformazione, spingendo le imprese ad investire sempre di più nell’innovazione tecnologica, soprattutto in edilizia. Questo settore, oggi, affronta sfide come la sostenibilità ambientale, i progressi tecnologici ed anche la difficoltà nel trovare manodopera qualificata.

La nuova vita dell’artigiano

La rivoluzione che ha coinvolto la figura dell’artigiano è stata ben descritta da Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, nell’ultima Assemblea Generale svoltasi a dicembre. “L’Intelligenza artificiale deve essere governata dall’intelligenza artigiana” – ha dichiarato Granelli, sottolineando la necessità di utilizzare la tecnologia per esaltare la creatività e le competenze uniche degli artigiani italiani, piuttosto che soppiantarle.

Il ruolo dell’artigiano edile

L’industria edile in Italia, con oltre 123.000 aziende (più di 65.000 delle quali artigiane) e circa 500.000 lavoratori (148.000 artigiani), gioca un ruolo fondamentale nell’economia nazionale.

L’efficientamento energetico richiede l’adozione di nuove tecnologie e materiali, generando la necessità di competenze specializzate e la creazione di nuove professioni. Nonostante ciò, il settore soffre di una carenza di personale qualificato, con quasi il 70% di tecnici specializzati difficili da trovare. Per risolvere la questione, Confartigianato promuove la collaborazione con istituti tecnici e professionali e l’introduzione di figure edili come il Mastro Formatore Artigiano, introdotto nel contratto nazionale del lavoro dell’edilizia nel 2022. Una figura che valorizza il ruolo formativo dell’imprenditore edile artigiano, riconoscendo l’importanza della formazione sul campo e premiando le aziende che s’impegnano in questo senso.

L’esempio di Mastri 4.0

La scuola dei mestieri, creata da Impredo, è all’avanguardia perché svolge già questo compito. Mette in relazione il mondo della scuola con la formazione professionale, ed ha l’obiettivo di fornire manodopera specializzata alle aziende che lo richiedono. Un metodo vincente che, da luglio del 2021, anno del primo corso, ha aumentato il numero degli studenti e di scuole.

Per Marco Granelli, il futuro dell’artigianato edile risiede nella capacità di unire innovazione digitale e tradizione manifatturiera, creando prodotti e servizi che incarnino l’anima del made in Italy. In quest’ottica, la tecnologia non è un fine, ma un mezzo per esaltare le capacità dei mastri edili.