L’edilizia parla sempre di più il linguaggio delle donne. Negli ultimi anni, infatti, la presenza femminile nei cantieri è aumentata in modo significativo. Secondo ItaliaOggi,  il numero delle donne impiegate in edilizia è cresciuto del 50% rispetto al 2020. Questa tendenza riflette un cambiamento più ampio e globale, con sempre più donne che scelgono di intraprendere carriere in questo settore tradizionalmente dominato dagli uomini.

Donne in cantiere: l’Italia e il resto del mondo

Secondo l’ISTAT, le donne rappresentano circa il 9% della forza lavoro nel settore delle costruzioni in Italia. La maggior parte si occupa di ruoli amministrativi o tecnici, con una presenza significativamente minore nei ruoli manuali e operativi.

Negli Stati Uniti, le donne rappresentano circa il 10% della forza lavoro nel settore delle costruzioni, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics (BLS). In Europa, la percentuale varia da paese a paese, ma generalmente si aggira intorno al 10-12%.

Globalmente, le donne tendono a occupare posizioni in gestione di progetto, sicurezza sul lavoro e ruoli tecnici, piuttosto che lavori manuali o operativi sul campo. Tuttavia, c’è un crescente numero di donne che intraprendono carriere come ingegneri edili, architetti e capi cantiere.

Le principali sfide che le donne affrontano nel settore delle costruzioni includono stereotipi di genere, discriminazione e mancanza di rappresentanza nei ruoli di leadership. La conciliazione tra lavoro e vita privata poi è un’altra sfida significativa, data la natura spesso impegnativa e flessibile del lavoro in cantiere.

Organizzazioni come la National Association of Women in Construction (NAWIC) negli Stati Uniti promuovono l’empowerment delle donne nel settore delle costruzioni attraverso programmi di mentoring, networking e formazione. L’International Labour Organization (ILO) e altre entità promuovono politiche d’inclusione e parità di genere nei settori industriali, compreso quello delle costruzioni. Anche in Italia esistono varie iniziative e programmi promossi da associazioni di categoria e sindacati per favorire l’ingresso delle donne nel settore delle costruzioni. Tra queste c’è anche l’Academy creata da Impredo, la scuola dei mestieri Mastri 4.0. Una scuola che rappresenta un esempio concreto di come le donne possano accedere a formazioni specializzate nel settore dell’edilizia. Un esempio? Flavia Russo, una studentessa di 22 anni, che ha recentemente terminato il corso di operaio specializzato in alta tensione presso Mastri 4.0.

La storia di Flavia

“Tutto è nato perché ho frequentato la scuola da elettrotecnico – racconta Flavia – e il mio professore ha pensato che io avessi un’intelligenza e una capacità in quest’ambito lavorativo e mi ha fatto conoscere Mastri 4.0. Anche se poi a me questo mondo ha sempre affascinato. Il corso fatto con Mastri 4.0, presso ELIS, mi ha permesso di avere più informazioni e andare nel dettaglio sul tema della sicurezza e su tutto quello che riguarda il lavoro in cantiere. E la pratica mi ha affascinato; anzi, è stato quello che mi ha fatto capire meglio tutto quello che abbiamo studiato”.

Flavia sottolinea come il sostegno dei compagni di corso sia stato fondamentale, mentre ha dovuto affrontare inizialmente lo scetticismo da più fronti: “Non è stato facile per me in quanto donna. Più volte mi è stato fatto notare che questo è un lavoro prettamente maschile, mentre dai miei compagni di corso ho sempre avuto il massimo sostegno. Probabilmente è un problema di mentalità, perché non ti aspetti di vedere una donna che fa l’operaio di alta tensione salendo in altezza sui tralicci. Forse per una questione di forza fisica che sì, ci vuole, ma anche una donna può farlo perché anche una donna può essere forte fisicamente. Arrivata alla fine del corso, si sono ricreduti e la soddisfazione del mio perseverare è stata comune.”

Lavorare in altezza

La prima volta sul traliccio non è stata una passeggiata:Certo, la prima volta che lo guardi dal basso verso l’alto, un po’ di timore te lo mette – dice Flavia – ma una volta arrivata su, mi sentivo tranquilla. Non ho avuto più timore dopo, quando ci sono risalita”.

Il tecnico specializzato in alta tensione è sicuramente un lavoro che richiede una forza fisica importante, ma non impossibile per le donne. Flavia l’ha dimostrato: “Vorrei che l’Italia uscisse dalla mentalità che le donne non possono fare questo tipo di lavoro. Negli Stati Uniti, le donne che salgono sui tralicci dell’alta tensione ci sono e anche da molto. Dobbiamo sempre dimostrare che possiamo fare certe cose, anche se considerate prettamente maschili”. Flavia è sicura e lancia un messaggio a tutte le ragazze che come lei hanno passioni lavorative viste come prettamente maschili: “Non dobbiamo mai farci abbattere, perché possiamo arrivare ancora più lontano dell’oltre”.